Il 12, 13 e 14 settembre, a Sorrento e San Severo, il linguista Massimo Arcangeli, fondatore tra l’altro del movimento “Omofobi del mio Stivale” organizza una manifestazione no-stop di tre giorni per lanciare un osservatorio nazionale e una carta etica a tutela dei diritti Lgbt+.

Al centro del dibattito anche i diritti delle famiglie omogenitoriali, rappresentate da Giuseppe Maffia e Ivana Palieri, segretaria nazionale della Rete genitori rainbow, dall’associazione Famiglie arcobaleno Puglia, con la partecipazione di Alessandro Cecchi Paone e Annalisa Nicastro, direttore della rivista letteraria Leggere Tutti, che presenterà il mio ultimo romanzo Mia (editore Castelvecchi), thriller al centro del quale vi è proprio una famiglia composta da due donne e una bambina.

Questo fine settimana tra Campania e Puglia – in previsione del Sorrento Pride di sabato 14 settembre e con il supporto dell’amministrazione comunale – ha la missione di sensibilizzare cittadinanza e opinione pubblica sul tema della discriminazione nei confronti delle persone Lgbt+ e delle famiglie arcobaleno, e si propone di costruire un turismo accogliente.

“Occorre muoversi urgentemente – spiega Arcangeli – per contrastare le dinamiche discriminatorie legate all’identità sessuale, contro ogni forma di intolleranza, razzismo e omotransfobia, per sollecitare le coscienze su una questione ormai divenuta ormai un’emergenza nazionale. Alcuni fra gli ultimi casi più eclatanti, avvenuti a San Severo e a Sorrento, esigono decisi interventi sul territorio, che non siano però solo di protesta ma anche di dibattito e di seria riflessione sull’argomento”.

Arcangeli, insieme a Antonello Sannino, vicepresidente del comitato Arcigay Antinoo di Napoli, ha infatti organizzato questa doppia manifestazione proprio nei due luoghi in cui nel 2017 si verificarono casi di cronaca in tema discriminazione Lgbt+ che fecero il giro del mondo. Ed è proprio da qui che lanceranno una “carta etica” e un osservatorio nazionale di monitoraggio sulla diffusione dell’odio verbale omotransfobico che possa portare alla pubblicazione di un rapporto annuale: “È già pronta la bozza del manifesto in punti – spiega Arcangeli – da diffondere nelle università e nelle scuole che possa essere sottoscritto dalle amministrazioni locali e dagli addetti ai lavori in tema di turismo, contro l’omofobia e transfobia in esercizi pubblici o di pubblica destinazione”.

Il 12 settembre l’associazione Pride Vesuvio rainbow e il collettivo “Buonvento tra le costiere”, con il supporto dell’amministrazione comunale, porta in scena un confronto pubblico dalle ore 17:00 presso la sala consiliare del Comune di Sorrento. Tanti gli interventi anche dal mondo della cultura, del giornalismo e dello spettacolo, con il supporto di Federalberghi e dell’Abbac (associazione degli operatori dell’accoglienza extra-alberghiera).

Tra gli ospiti anche gli organizzatori di Ilgta (The International Gay & Lesbian Travel Association)- la rassegna internazionale sul turismo Lgbt+, fortemente sostenuta del consolato Usa e che avrà luogo a Milano il prossimo anno-, Giulia Russo, sindaca di Ricadi, e la sessuologa e psicoterapeuta Antonella Palmitesta, presidente nazionale dell’associazione Nudi.

Il 13 settembre, invece, il Comune di San Severo e l’associazione “La parola che non muore” ospiteranno il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, Vladimir Luxuria, Rosaria Capozzi – referente per l’osservatorio Lgbt+di Capitanata contro le discriminazioni -, la Rete genitori rainbow, la giurista Alessia Bausone – che sta seguendo l’iter della legge regionale calabrese, da lei stessa promossa contro l’omotransfobia -, Gennaro Casalino, uno dei due ragazzi omosessuali discriminati a Ricadi, in una vicenda analoga a quella di San Severo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Migranti, soccorso in mare e lotta all’indifferenza. Se vogliamo ‘discontinuità’, partiamo da qui

prev
Articolo Successivo

Strasburgo, storia di Biagio Conte: il frate laico che ha percorso più di mille km a piedi in 65 giorni per incontrare i vertici Europei

next