“Vorrei delle tasse di scopo: per esempio sulle bibite gasate e sulle merendine o tasse sui voli aerei che inquinano. L’idea è: faccio un’attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani”. È questa la strategia che il neo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, intervistato dal Corriere della Sera, suggerisce quando gli chiedono come sia possibile trovare 3 miliardi per scuola e ricerca. E avverte: “Ci vogliono investimenti subito, nella legge di Bilancio: due miliardi per la scuola e uno almeno per l’università. Lo dico da ora: se non ci saranno, mi dimetto”. E la tassazione di scopo che propone è su “attività o dannose per la salute, le prime due, o inquinanti. Con i soldi che lo Stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola”.

Tra le sue priorità anche lo sblocco del decreto Salvaprecari e lo stop alle classi troppo numerose (dette anche classi ‘pollaio’). Alla scuola, dice, “per darle l’importanza che merita, metterla al centro del Paese, prima bisogna sgravarla dei suoi problemi endemici. Il precariato estenuante, innanzitutto. Al primo Consiglio dei ministri sono pronto a far ripartire il decreto Salvaprecari” spiega, precisando di parlare con i colleghi dei 5 Stelle che lo ritenevano “una sanatoria“. “Troveremo un modo per tenere insieme i diritti di chi lavora da una vita in classe con la qualità dell’insegnamento e il merito. Quel decreto deve andare in porto al più presto”. Altri temi legati alla scuola sottolineati da Fioramonti sono “l’ insicurezza di troppi edifici, la carta igienica portata da casa, il costo dei libri. E le classi pollaio. In Italia si arriva a trenta alunni in aula, in Germania mai oltre ventuno“. Rispetto al dicastero Bussetti, annuncia anche “discontinuità, inversione di tendenza. Avrò un metodo diverso: lui appoggiava tutte le decisioni del capo di gabinetto, io ascolterò i due sottosegretari e li terrò costantemente informati della mia linea politica”.

Il ministro dell’Istruzione condivide la sua linea green con sua moglie Janine Schall Emden, un’ambientalista convinta che come lui pratica e professa consumi a chilometri zero e plastic free. Insieme hanno girato anche dei documentari sui legami tra cambiamento climatico, disoccupazione sociale e instabilità economica a livello locale e globale, come L’Era dell’adattamento, del 2009. Il ‘colpo di fulmine’ con il movimento di Beppe Grillo – sul cui blog ha spesso espresso le sue idee – risale al 2017, quando il deputato M5s Giorgio Sorial organizza un convegno a Montecitorio sullo sviluppo economico e il benessere sociale. Guest star è proprio Fioramonti che conquista la platea grillina e alle politiche del 2018 è eletto alla Camera, con quasi il 37% dei voti raccolti nel collegio uninominale di Torre Angela, periferia sud di Roma, una polveriera di disagio anticasta. Dalla sua dichiarazione dei redditi, pubblicata on line, il neoministro risulta proprietario insieme alla moglie Janine di un appartamento a Berlino, di una casa a Grottaferrata alle porte di Roma, e di un terreno a San Benedetto Val di Sambro, nel bolognese. Poi ci sono i redditi in rand (la moneta sudafricana) che guadagna a Pretoria e una Toyota Yaris comprata l’anno scorso.

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