Quarantadue anni dopo Corrado Barazzutti – semifinalista a New York nel 1977 quando ancora si giocava sui campi in terra verde di Forest Hills – un altro italiano raggiunge i quarti di finale degli Us Open. A compiere l’impresa è Matteo Berrettini, numero 25 del mondo, grazie al netto successo in tre set per 6-1 6-4 7-6 contro il giovane russo, classe 1997, Andrey Rublev. Per il tennista romano, nato nel 1996, si tratta della prima volta tra i migliori otto di un Major. Berrettini inoltre diventa il secondo italiano a centrare i quarti di finale in uno Slam sul cemento dopo l’affermazione di Cristiano Caratti agli Australian Open del 1991. Il prossimo ostacolo è Gael Monfils. Per il francese, vittorioso contro lo spagnolo Pablo Andujar, non è la prima volta: è al nono quarto di finale in un torneo dello Slam e in due occasioni ha raggiunto la semifinale.

Contro uno dei tennisti attualmente più in forma del circuito – capace di eliminare da New York Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios e dal Masters 1000 di Cincinnati, giocato a metà agosto, il 20 volte campione Slam Roger Federer – Matteo Berrettini mette in mostra, fin da subito, tutte le sue migliori doti che lo rendono il primo italiano in grado di imporsi con costanza sulla superfici veloci. Dal servizio spesso oltre i 200 km/h (215 km/h la velocità massima raggiunta nel corso della partita) al diritto con cui l’azzurro ha fatto la differenza in alcuni passaggi. Ma se servizio e diritto sono ormai diventati la cifra tennistica principale del 23enne romano, a stupire maggiormente è la capacità dell’azzurro di leggere la partita dal punto di vista tattico: dagli innumerevoli back di rovescio per non dare ritmo al russo e tenere la palla più bassa possibile sul terreno di gioco all’atteggiamento in fase difensiva. Una personalità che non vacilla nemmeno nell’unico momento di tensione, quando, chiamato a servire per il match sul 6-5 del terzo set, Berrettini si fa trascinare al tie-break (poi vinto per otto punti a sei) perdendo per la prima volta la battuta. Alla fine il romano chiude con l’84% di punti vinti con la prima di servizio e 110 punti conquistati in totale. Ben ventitré in più rispetto all’avversario.

“Non so come mi sento, è qualcosa di incredibile, avrò bisogno di qualche ora per capire cosa è successo. Oggi ha funzionato tutto, ho variato con i tagli, il servizio e il dritto, le mie armi hanno funzionato”, ha dichiarato Berrettini al termine della sfida. Grazie a questo risultato l’azzurro rientrerà ufficialmente nella Top 20. Ma non solo. Per il 23enne è sempre più vicina anche la Top 10 della Race stagionale. Il giovane tennista è il diciottesimo italiano a raggiungere i quarti di finale di un torneo Major. Il decimo nell’Era Open. L’ultimo a riuscirci era stato Marco Cecchinato al Roland Garros del 2018, quando poi raggiunse la semifinale.

Aggiornato dalla redazione alle 16.35 del 05/09

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