“Sono molto contento del governo che verrà. Non sarà di destra o di sinistra, ma farà le cose giuste”. E soprattutto, “sarà di legislatura”. L’annuncio che la base M5s ha dato il via libera al Conte 2 con un vero e proprio plebiscito è toccato a Luigi Di Maio. Il capo politico del Movimento, il leader che più è stato accusato di voler frenare l’intesa con il Partito democratico, ha incontrato i giornalisti un’ora e mezzo dopo la chiusura delle urne online e ha proclamato la vittoria del Sì. Il risultato è senza precedenti per il M5s. Hanno votato quasi ottantamila persone (79.634) su una base di 117.194 iscritti: 63.146 a favore (79.3%) e 16.488 contro (20,7%). Mai così tante persone, in un giorno solo, hanno partecipato a una consultazione online sulla piattaforma Rousseau. Anche il 19 maggio 2018, quando agli iscritti fu presentato il contratto per il governo gialloverde, si parlò di plebiscito a favore dell’intesa con il Carroccio. Ma in quel caso votò la metà degli iscritti rispetto a oggi: i Sì furono 42.274 e i No 2.522. Proprio la grande partecipazione di oggi (oltre ai 64mila Sì) fa la differenza e spazza via, almeno per il momento, tutte i malumori interni che rischiavano di far partire zoppa la nuova intesa. “Il risultato è chiaro e netto”, ha detto Davide Casaleggio al termine della consultazione. E, soprattutto, questa volta i dati sono stati certificati da “una società terza”. Era successo solo in un’altra occasione, quando nel 2013 gli iscritti votarono il candidato alla presidenza della Repubblica (le cosiddette Quirinarie), e in questi anni in tanti, soprattutto dal fronte dei dissidenti, avevano chiesto che la certificazione fosse per ogni votazione (qui i documenti pubblicati sul Blog). Casaleggio poi, contrariamente alla sua solita condotta, non si è limitato a parlare dei dettagli tecnici, ma è anche entrato nel merito della questione politica: “Spero che i partner di governo si comportino in modo più leale e corretto dei precedenti”, ha detto.

Di Maio: “Grazie Beppe Grillo. Non volevamo un governo a tutti i costi, ma ora siamo contenti del lavoro svolto. Sarà di legislatura”
Non è un caso che sia stato proprio Luigi Di Maio a incontrare la stampa in un momento così delicato e che l’annuncio non sia stato dato solo pubblicando i risultati sul blog. Il capo politico del Movimento è il volto che esce dalla crisi tra le difficoltà: la sua linea, quella del sospetto e dell’attesa nei confronti del Pd, è stata travolta dalla volontà di Beppe Grillo che invece, fin dal primo giorno, ha chiesto di aprirsi al dialogo. “Credo che dobbiamo essere molto orgogliosi che tutto il mondo ha aspettato la pronuncia di questi 80mila cittadini italiani su una piattaforma digitale che è unica al mondo”, è stato l’esordio. “In meno di un mese si è risolta una crisi di governo, attraverso un metodo diverso, non nelle segrete stanze, ma con un percorso che viene dal lavoro fatto in questi anni, mettendo in piedi un programma, poi chiedendo un confronto su quel programma al Pd”. Proprio l’attaccamento alle poltrone è l’accusa che il fondatore del Movimento ha fatto piombare nei giorni scorsi sulla gestione di Di Maio. “Con Beppe Grillo”, ha detto oggi il capo politico, “abbiamo avuto differenza di vedute sui 20 punti ma non c’è bisogno neanche di un chiarimento, ci vogliamo bene. Non c’è stata alcuna telefonata per un mio passo indietro e anzi io lo ringrazio: in un momento così delicato per l’Italia abbiamo avuto bisogno di tutti. E tutti devo dire nel movimento ci hanno messo la faccia”.

Dopo le tensioni infatti, è stato lo stesso capo politico del Movimento ieri a voler registrare un video per il voto su Rousseau. Ed è sempre lui che, stasera, si è mostrato come il più grande sostenitore del nuovo governo. “La legge di bilancio sarà il primo grande momento di verifica delle promesse che abbiamo messe nel programma di governo”, ha detto. “Sono orgoglioso del voto di oggi e del governo che verrà. Siamo qui con il massimo dell’onestà e della trasparenza per dire agli italiani che il nostro obiettivo è realizzare il programma elettorale”. E ha quindi attaccato l’ex socio di governo: “La crisi c’è stata per un gesto irresponsabile di Salvini. Al governo ci potevi stare e hai deciso di metterti da parte”.

Di Maio si è rivolto ai suoi, mettendo l’accento su una ritrovata unità che solo ieri sembrava impossibile o almeno molto complessa. “Vorrei ringraziare”, ha detto, “i capigruppo, Beppe Grillo, i gruppi parlamentari e quanti non si sono risparmiati per garantire un governo all’altezza. Non volevamo governo a tutti i costi ma ora che la stragrande maggioranza degli iscritti ha votato sì e i 20 punti del nostro programma sono entrati: siamo contenti del lavoro svolto per mettere una toppa a irresponsabilità non nostre”. E infine ha ricordato le prossime tappe per la formazione di un esecutivo che, per prima cosa, non dovrà essere marchiato politicamente: “Adesso si passa all’ultimo miglio, la squadra di governo che deve lavorare per migliorare la qualità della gente. Non sarà un governo di destra o di sinistra, ma un governo che deve fare le cose giuste”. E ha aggiunto: “Nelle prossime ore conoscerete una squadra di governo guidato dal presidente Giuseppe Conte, a cui va il mio grazie, il mio saluto e a cui mi lega una grande amicizia. Con cui abbiamo lavorato bene e a cui riconoscono il ruolo di garante e super partes, che non è un modo per prendere le distanze ma è la sua funzione, il suo ruolo”.

L’orizzonte del governo, su cui Di Maio intende lavorare, è di cinque anni: “Il momento della pretesa c’è stato nella fase di scrittura del programma, ora basta seguire quello. C’è un programma che per essere realizzato ha bisogno di anni. Guardiamo a una legislatura che possa concludere il ciclo di cinque anni e realizzare tutti i punti del programma”. Quindi si è rivolto a “chi vuole tradire”: “Se ne prenderà responsabilità davanti al popolo italiano. Io non credo che staccare la spina abbia portato bene a chi lo ha fatto. L’esperienza di questo agosto deve essere un monito per chi antepone gli interessi di partito a quelli degli italiani”. Di Maio ha anche rivendicato il suo ruolo nell’esser riuscito ad avere un programma completo e idoneo per i 5 stelle: “Quei venti punti su cui ho alzato la voce, e magari a qualcuno non è piaciuto il tono, sono entrati tutti. C’è il taglio dei Parlamentari, mancano due ore per una riforma storica”. Innanzitutto, appunto, Di Maio chiederà di partire dal taglio degli eletti: “Siamo d’accordo a votarlo nel primo calendario utile, questo significa che diventa legge. Ora si tagliano. Perché questo era uno dei motivi per cui è caduto il governo precedente. Abbiamo un’occasione storica e lo dobbiamo fare”.

Casaleggio: “Risultato netto. Spero partner più leali dei precedenti
Subito dopo la conferenza stampa di Di Maio, il presidente dell’associazione Rousseau Davide Casaleggio ha rilasciato alcune dichiarazioni fuori dalla sede di Milano. Una scelta non scontata per una figura che raramente parla con la stampa e ancora più significativa perché, questa volta, ha deciso di entrare nel merito delle consultazioni politiche. Per la creatura del figlio del cofondatore del Movimento, la grande partecipazione al voto senza particolari inconvenienti è un risultato molto importante e non è un caso che proprio Davide Casaleggio abbia voluto intervenire poco dopo Di Maio. “Il risultato è stato molto netto”, ha detto ai cronisti, “e ha dato una indicazione chiara al Movimento 5 stelle. Io avevo sentore di una grande volontà di partecipazione a questo voto ed effettivamente è stata confermata. Perché le persone vogliono poter partecipare e sono contente di poterlo fare, se qualcuno vota e lo fa in senso contrario rispetto alla maggioranza è comunque contento di aver potuto partecipare e rispetta la maggioranza”. E a proposito del governo nascente ha detto: “Spero sia più solido di quello passato e spero che i partner di governo si comportino in modo più leale dei precedenti”.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, Casaleggio ha smentito che ci siano stati attacchi alla piattaforma: “Non abbiamo registrato attacchi, ci sono state delle segnalazioni ma sono state smentite seduta stante durante dei comunicati nella giornata. Alcune erano semplicemente fake e fatte ad arte, altre erano dei problemi di singole persone, altre ancora erano persone che magari avevano ancora diritto di votare perché la procedura dei probiviri non era stata ancora completata. Ma questo va nel rispetto della garanzia dei diritti di tutti gli iscritti”. In generale Casaleggio ha detto di essere “soddisfatto per la grande partecipazione degli iscritti”. E lo ha, tra le righe, dedicato al padre Gianroberto: “Questo è il nostro grande risultato su Rousseau e sarebbe stato apprezzato anche da chi lo ha ideato e un pensiero va anche a lui”.

I precedenti del voto su Rousseau – L’ultima votazione “politica” sulla piattaforma Rousseau risale al 30 maggio scorso. Dopo la sconfitta del Movimento alle elezioni Europee, il capo politico Luigi Di Maio ha chiesto agli iscritti se fossero pronti a rinnovargli la fiducia: 44.849 si sono espressi a favore (80 per cento delle preferenze), 11mila e 278 contro. Per un totale di 56.127 espressioni di voto. Qualche mese prima, era precisamente il 19 febbraio, gli iscritti 5 stelle erano stati chiamati a scegliere sul caso Diciotti e l’autorizzazione a procedere chiesta dal tribunale dei ministri nei confronti di Matteo Salvini. Votarono in totale 52.417 iscritti M5s. Il 59,05% (30.948) si espresse contro l’autorizzazione a procedere. Mentre 21.469 (40,95%) si schierarono a favore. L’altra consultazione decisiva avvenne il 19 maggio 2018, quando gli iscritti approvarono con un plebiscito il governo gialloverde: votarono in totale 44.796 persone, di cui 42.274 a favore e 2.522 contro. Era stato infine proprio un voto online a incoronare Di Maio candidato premier: il 23 settembre 2017, 30.936 persone votarono a favore di Di Maio. Per la seconda classificata, la senatrice Elena Fattori solo in 3596.

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Governo Conte 2, su Rousseau M5s dice Sì: il 79,3% a favore dell’esecutivo col Pd. Il 20,7% contro. Affluenza record: hanno votato in 79.634. Zingaretti: “Ora andiamo a cambiare l’Italia”

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