Le ricerche di Simon Gautier sono “partite immediatamente” e ci sono stati “costanti rapporti con il consolato francese. La prefettura di Salerno respinge i sospetti sul ritardo con cui si è mossa la macchina dei soccorsi per il francese di 27 anni ancora disperso nel Cilento. “Dal momento in cui è giunta la richiesta di aiuto ai carabinieri (ascolta l’audio pubblicato da 105 tv) di Lagonegro – specifica la prefettura – sono partite immediatamente le attività finalizzate alla geo-localizzazione dell’utenza telefonica, che portava all’individuazione di un’area molto vasta, compresa tra i territori di tre province. Tali attività hanno dunque consentito alla prefettura di Potenza di attivare il piano persone scomparse, coinvolgendo in serata anche le prefetture di Salerno e Cosenza.

La telefonata di Gautier al 112 è stata registrata il 9 agosto. Da allora si sono perse le tracce del ragazzo. Le autorità hanno anche diffuso una foto del giovane. Secondo la nota, “questa Prefettura concorreva già dalla serata nelle ricerche, interessando immediatamente i carabinieri e, attraverso di essi, i volontari di protezione civile“. Successivamente, “alle prime luci dell’alba, richiedeva l’intervento di un’unità di comando locale dei vigili del fuoco e di un elicottero”. In seguito alla raccolta di ulteriori informazioni sulla localizzazione del giovane “le ricerche sono state focalizzate nella provincia di Salerno e, in particolare, nella zona compresa tra Policastro, Scario e Punta degli Infreschi, con un’estensione di circa 143 km quadrati di difficile accessibilità, caratterizzata da boschi, macchia mediterranea, rocce frastagliate, burroni, anfratti”.

“Costanti sono stati i rapporti con il consolato francese – afferma la prefettura – anche al fine di fornire ogni supporto alla famiglia, giunta sul luogo, alla quale sono state fornite tutte le informazioni sulle ricerche in un incontro operativo tenutosi ieri presso il distaccamento dei vigili del fuoco di Policastro alla presenza del console francese, dell’ufficiale di collegamento dell’ambasciata e di rappresentanti del Dipartimento nazionale della Protezione Civile”.

L’appello della madre di Simon – Intanto Delphine Godard, madre del giovane escursionista francese, è tornata a lanciare un appello per non interrompere le ricerche del ragazzo. “Voglio aiuto – ha detto all’emittente Lci – E’ insopportabile sapere che gli siamo vicini ma non abbiamo l’aiuto necessario per trovarlo”. E ancora: “Abbiamo bisogno di speleologi, alpinisti e vigili del fuoco addestrati per la montagna che sappiano recarsi anche nelle aree ai più inaccessibili. Sono sicura che Simon è precipitato, potrebbe essere in un crepaccio“. La donna dichiara di aver accesso “al computer e all’itinerario” del ragazzo, “sappiamo dunque in quale zona si trova”. E denuncia: “Nonostante la buona volontà e il loro aiuto, i soccorsi italiani non sono sufficienti per esplorare quest’area”, che risulta essere impervia.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Napoli, partoriente multata e fatta scendere dal bus: “In quel momento mi sono sentita umiliata”

next
Articolo Successivo

Caporalato, viaggio tra i campi del Ragusano: migranti pagati 2,5 euro all’ora. Nelle serre anche ragazzini (che non vanno a scuola)

next