C’è il “superiore interesse” dei due minori. Ecco che cosa ha spinto il tribunale dei Minori di Roma a riconoscere l’adozione di due bimbi da parte di un genitore single. Si tratta di Giona Tuccini, professore di italianistica 44enne di origini pisane, che da anni vive e insegna a Città del Capo. Tuccini ha la doppia cittadinanza e in Sud Africa, dove la legge permette l’adozione monoparentale, aveva adottato legalmente i due orfani. Il tribunale romano, dopo un ricorso unico, curato dall’avvocato Romina Sestini, ha riconosciuto la doppia adozione, ammettendo la trascrizione di due sentenze dei giudici sudafricani.

In Italia l’adozione monoparentale non è consentita. A renderne possibile il riconoscimento per Tuccini è stata una circostanza: il possesso della doppia cittadinanza e di conseguenza il fatto che la possibilità di adottare gli sia già stata riconosciuta da un tribunale straniero. “È un caso particolare”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’avvocato Sestini. Si è trattato infatti di una convalida di sentenze di tribunali di un paese dove l’adozione da parte dei single è concessa. “Anche se c’era stato un precedente di riconoscimento da parte di adozione di single – aggiunge l’avvocato – è la prima volta in Italia che viene emesso un simile provvedimento”.


Dopo un periodo in cui ha vissuto a Roma, insegnando alla Sapienza, Tuccini si era trasferito a Città del Capo e nel 2012 aveva adottato un primo figlio, abbandonato dalla madre subito dopo il parto, quando questo aveva ancora 4 mesi. Nel 2015 poi aveva pensato di dare al bimbo un fratellino e aveva ottenuto l’adozione di un altro neonato partorito dalla madre e abbandonato dopo un mese. Anche se in Sud Africa le adozioni da parte di genitori single sono riconosciute legalmente, il professore aveva voluto fare il tentativo di renderle legali anche in Italia. Aveva già portato i figli nel Paese d’origine, ma senza la trascrizione delle sentenze da parte del tribunale dei Minori di Roma i due bambini non avrebbero avuto la doppia cittadinanza come il padre, cosa che avrebbe impedito a Tuccini di considerare l’idea di tornare a vivere in Italia. Ma soprattutto la legge italiana equipara in tutto e per tutto il genitore adottivo a quello naturale, conferendo a Tuccini la piena potestà genitoriale. Il ricorso ha riunito i due casi in un unico fascicolo ed è stato presentato nel dicembre 2018. Il tribunale si era poi espresso già lo scorso marzo e ora è stato infine pubblicato il provvedimento.

A rendere inusuale la sentenza emessa dai giudici romani è che “sono state riconosciute in un unico appello due adozioni che vengono da sentenze emesse a tre anni di distanza da tribunali di due distretti diversi e anche al fatto che si tratti di adozione da parte di un uomo“, spiega l’avvocato Sestini. Che cosa ha portato dunque il giudice a menzionare un “superiore interesse”? “Ci sono alcuni elementi che hanno portato a un esito positivo“, risponde il legale. “Innanzitutto – spiega – sono stati riconosciuti aspetti come l’ambiente culturalmente e umanamente stimolante in cui sono stati inseriti i bambini, che garantiscono il benessere dei minori in accordo con la Convenzione per i loro diritti. Poi il fatto che Sud Africa stiano vivendo in modo stabile“. “A fare la differenza – ha detto infine Sestini – è stata anche una scelta coraggiosa che abbiamo deciso di fare e che è ci ha fatto molto piacere vedere menzionata nella sentenza. Tuccini ha scritto una pagina in cui spiega quali fossero le motivazioni che lo avevano spinto alla scelta e abbiamo optato per inserirla nel fascicolo di documenti ufficiali per la presentazione del ricorso”.

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