Il 4 marzo 2018 nelle urne affonda il Pd ma il centro-destra non ha i voti per governare. Primo partito è il M5s, votato quasi da un italiano su tre. La Lega quadruplica i voti Per ben 80 giorni si susseguono incontri e trattative con il presidente Mattarella a gestire il momento più delicato del suo mandato M5s e Lega così lontani prima del voto trovano una sintesi nel “contratto”, un atto notarile con impegni firmati dalle parti.

Il 23 maggio Mattarella da’ l’incarico di premier a Giuseppe Conte, vicino al Movimento Il governo giallo-verde porta a casa il reddito di cittadinanza, quota 100 con la cancellazione della Fornero, stretta sui migranti, legittima difesa e norme ‘spazzacorrotti’. Restano le distanze su autonomie, grandi opere e concetto di famiglia, con Di Maio e Salvini che si pizzicano in continuazione, soprattutto sui social.

Il 3 giugno il premier Conte lancia il suo ultimatum ai due vice: “Non mi presto a vivacchiare. Sono pronto a rimettere il mio mandato”, le parti si ricompongono. Ma i mal di pancia ricominciano. La Lega, forte del risultato delle Europee, vuole portare a casa il decreto sicurezza bis e la Tav. Sui migranti l’M5s ingoia, appoggia la stretta sui salvataggi in mare che crea anche una profonda ferita nei rapporti con la Chiesa italiana. Sulla Tav tiene il punto ma resta isolato e la Lega approfitta proprio della spaccatura in Senato sulla Tav per decretare la crisi del governo. Con la crisi di governo vola lo Spread.

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