“Tengano toni istituzionali“. “Basta manfrine, la pazienza è finita“. Dopo lo scambio di lettere e di accuse del fine settimane, lo scontro tra parte dell’esecutivo e i governatori di Veneto e Lombardia sul progetto di Autonomia non accenna a rientrare. Attilio Fontana e Luca Zaia in mattinata ribadiscono la minaccia di non firmare una riforma “finta” mentre il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, chiede ai due presidente di Regione del Carroccio ma anche a tutti i ministri di “abbassare i toni”. Zaia però su Facebook scrive: “Il Governo dia subito vita alla sua proposta di autonomia in maniera tale che si possa confrontarla con la nostra e se ci sarà un punto d’incontro la firmeremo. Basta manfrine, la pazienza è finita”.

“Abbiamo un premier molto preparato che vuole interloquire con i presidenti di Regione e lo vuole fare con toni istituzionali. Chiediamo anche loro tengano gli stessi toni istituzionali”, dice Toninelli, difendo il contenuto della lettera che Giuseppe Conte ha scritto ai due governatori. Un testo in cui il presidente del Consiglio ha sottolineato da una parte l’esigenza che la riforma sia “compatibile con il disegno costituzionale“, dall’altra il fatto che il percorso è stato condiviso con “tutti i ministri”, compresi quindi quelli della Lega. “Le riforme così importanti vanno fatte bene nel rispetto della Costituzione”, gli fa eco Toninelli, rivolgendosi anche lui ai colleghi di governo: “Innanzitutto chiedo a tutti i ministri di abbassare i toni perché le tantissime ore di lavoro e i tantissimi tavoli coordinati dalla ministra Erika Stefani stanno portando a un ‘prodotto’ buono perché in punta di Costituzione. Ma vorrei anche dire di evitare di affrettare delle conclusioni che tra qualche anno possano essere bocciate dalla Corte costituzionale”, sottolinea il pentastellato.

In mattinata invece, ai microfoni di Rai Radio1 durante il programma Radio anch’io, i due governatori leghisti sono tornati all’attacco: “Io firmo se c’è autonomia finanziaria per la quale ancora ci sono dei dubbi e poi se ci sono delle materie importanti. Noi non chiediamo un euro in più. Noi chiediamo che lo stato centrale ci trasferisca certe competenze”, afferma il lombardo Fontana. “Noi abbiamo fatto un progetto serio, validato a livello scientifico: non vogliamo la secessione dei ricchi, non possiamo accettare che si dica che vogliamo creare un Paese di serie A e di serie B, vogliamo solo l’efficienza, la responsabilità e la modernità di questo Paese”, sottolinea il veneto Zaia. “Il mio auspicio è che il Governo da subito dia vita alla sua proposta di Autonomia in maniera tale che si possa confrontarla con la nostra e se ci sarà un punto di incontro la firmeremo”, aggiunge. Poi però conclude: “Se sarà una farsa, una finta Autonomia, decisamente non possiamo firmarla“.

“L’Italia è unita, una e indivisibile e bisogna lavorare e coordinarsi insieme. Qualsiasi sia l’intesa, passerà in Parlamento“, ricorda intanto il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli commentando le polemiche degli ultimi giorni. Le critiche al progetto così come auspicato dai governatori della Lega arrivano anche dall’opposizione. “Se andranno avanti così, le Regioni del Nord avranno 2 miliardi e mezzo in più e il Sud ne perderà tre. In sostanza, vuol dire che vince chi è già ricco. Si è parlato di secessione dei ricchi. In effetti è così, inutile girarci intorno”, attacca il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenendo questa mattina a Controradio: “E’ un accordo di cui penso tutto il male possibile“. “L’autonomia secondo Fontana e Zaia serve a spaccare definitivamente il Paese. La loro idea è ‘lavoro-guadagno, pago-pretendo’, con questa impostazione non vanno da nessuna parte”, dice anche Francesco Boccia, deputato del Pd, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. “Ho apprezzato la posizione del presidente del Consiglio Conte sull’autonomia differenziata. Sarebbe stato meglio se la avesse esplicitata qualche mese fa, ma meglio tardi che mai“, commenta invece il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

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