“14.610 giorni di assenza, 40 anni …una vita intera in cui sono stati compiuti atti, scelte, vita, studio, passione, amore … sono nati figli meravigliosi…. eppure l’assenza è stata sostituita da presenza piena di orgoglio, il dolore acuto da un dolore sordo interiore e la sofferenza dalla speranza che morire non è stato vano e che questa terra un giorno sarà bellissima”. Sono le parole di Selima Giuliano, la figlia minore di Boris Giuliano, il dirigente della squadra mobile ucciso il 21 luglio di 40 anni fa a Palermo. Il poliziotto è stato ricordato dalla famiglia, la vedova Ines, il figlio Alessandro, questore di Napoli, le figlie Emanuela e Selima e i nipotini davanti al luogo dell’omicidio dove venne freddato alle spalle da Leoluca Bagarella.

“A 40 anni dalla sua uccisione siamo qui a ricordare con fierezza quell’uomo e quel poliziotto – ha detto il questore di Palermo Renato Cortese a margine della commemorazione – Anche l’ultima operazione antimafia fatta nei giorni scorsi (19 arresti tra Palermo e New York ndr) l’abbiamo voluta dedicare a lui perché la famiglia degli ‘scappati’ era composta da quei mafiosi su cui Giuliano investigava tutti i giorni. Oggi non è solo una commemorazione formale e istituzionale ma anche sostanziale assicurando alle patrie galere chi negli anni ottanta è scappato oltreoceano. Dopo 40 anni portiamo risultati forti dello Stato“.

“Il ricordo di Boris Giuliano rafforza la consapevolezza del valore della legalità come condizione di libertà e di coesione sociale e, con essa, l’impegno responsabile dell’intera comunità nazionale per giungere al definitivo sradicamento del criminale fenomeno mafioso” dichiara in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – Nel quarantesimo anniversario del barbaro omicidio la Repubblica si inchina nel ricordo di Boris Giuliano, funzionario della Polizia di straordinarie capacità, servitore dello Stato fino al punto di pagare con la vita il coerente impegno per la legalità e la giustizia. In questo giorno di memoria desidero esprimere vicinanza e solidarietà ai familiari, a chi ha potuto conoscerlo e apprezzarlo, ai colleghi che hanno continuato con lo stesso coraggio l’azione di contrasto alla mafia e al crimine organizzato“.

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