Odio digitale e insulti (gravi) reali. Ci risiamo. Stavolta è il botta e risposta social fra Matteo Salvini e Maria Elena Boschi a scatenare i soliti haters, con il loro carico di fake-news e frasi sessiste. Così, a finire vittima della degenerazione dei “leoni da tastiera” è proprio l’ex ministra renziana. Solo che il leader della Lega (o chi per lui) su Twitter invece di censurare i commenti più aggressivi, li sottolinea con cuoricini ed emoticon. Scatenando la rabbia del Partito Democratico. “C’è un clima di inaccettabile violenza contro l’avversario politico, animato sulla rete da profili vicini all’area del ministro Salvini ed è una vergogna che insopportabili e vili insulti sessisti compaiano sui profili social del ministro”, ha detto il capogruppo Dem alla Camera, Graziano Delrio.

Facciamo un passo indietro. La polemica fra il leghista e la renziana è iniziata venerdì, quando Boschi ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia individuale nei confronti del Ministro dell’Interno sul caso dei presunta trattativa sui fondi russi alla Lega. “Ma questi hanno ancora il coraggio di parlare?”, aveva scritto il numero uno del Carroccio. “Caro Salvini, ho ancora il coraggio di parlare”, ha risposto la parlamentare toscana. “Con noi l’Italia cresceva, c’erano più diritti e meno odio: noi abbiamo portato risultati, non rubli. Soprattutto ho ancora la Libertà di parlare: come ministro dell’Interno viene pagato per garantirmela, non per attaccarmi. Bacioni“. Il posto piccato di Boschi è stato quindi ripreso da Salvini, sempre su Twitter, e commentato con tre faccine che ridono ironicamente.

E’ bastato questo “retweet” per scatenare i commenti dei sostenitori di Salvini. Dall’odiatore che azzarda: “Pd assassini, sono spariti 50.000 bambini, assassini”, a commenti sessisti e volgari nei confronti della parlamentare. “Lo schema è sempre quello – ha commentato Boschi su Facebook – Appena dico qualcosa che lo fa arrabbiare, Salvini scatena l’odio dei suoi. Che tristezza sapere che questi insulti appaiono sulla pagina del responsabile della sicurezza nazionale. E che Salvini sceglie di non cancellarli“. E ancora: “Che tristezza non ricevere un solo commento di solidarietà da parte dei leghisti perbene e delle donne leghiste o grilline. Che tristezza pensare che ci siano donne e uomini che sfogano su di me le loro frustrazioni. Quello che è certo – assicura – è che io non mollo. Io non taccio perché me lo ordina Salvini”.

La solidarietà nei confronti dell’ex ministra da parte del Pd è unanime. Con il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, ricorda a Salvini il suo ruolo di ministro dell’Interno: “Da diversi giorni si sta muovendo una galassia di profili social, tutti dell’orbita di Salvini, che passano il proprio tempo ad agitare la gogna contro esponenti del Pd. Oggi è il turno di Maria Elena Boschi, cui va la solidarietà del partito. Al ministro dell’Interno Salvini, sotto il cui dicastero opera la polizia postale, chiediamo di vigilare e reprimere questo genere di offese e insulti a partire dai suoi profili gestiti da dipendenti della sua segreteria al Viminale“. Solidarietà anche da Forza Italia, e in particolare dalla presidente dei senatori, Anna Maria Bernini: “La battaglia contro la violenza sulle donne non può essere portata avanti a giorni alterni o legata alle convenienze politiche del momento. Per questo, e non solo per questo, è inammissibile che sulla pagina social del ministro dell’Interno siano apparsi insulti sessisti di inaudita volgarità nei confronti dell’onorevole Boschi. Una pagina vergognosa che va condannata senza se e senza ma“.

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