L’aumento del contributo aziendale per i periodi di astensione facoltativa dal lavoro dei neogenitori per favorire la parità tra padri e madri. Permessi aggiuntivi per le visite mediche dei figli. E, sul fronte economico, un aumento dei valori target del premio di risultato che passano dai 3.000 euro dello scorso anno ai 3.500 del 2019, per arrivare ai 3.800 nel 2022. Sono i punti principali dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto aziendale di Automobili Lamborghini, che in Italia ha sede a Sant’Agata Bolognese, firmata il 16 luglio dalla Fiom Cgil di Bologna. Oggi sono previste le assemblee su tutti i turni di lavoro il referendum tra le lavoratrici e i lavoratori.

Per il sindacato “si tratta di un accordo che prosegue nella strada dell’innovazione sociale e della sperimentazione di nuovi diritti, che dà garanzia di stabilità al sistema contrattuale, alle relazioni e alla redistribuzione economica” ed è “frutto di un grande lavoro collettivo, di avanzate relazioni sindacali, di un clima positivo di fiducia e rispetto reciproci”. L’obbiettivo di allargare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori interessa sia i dipendenti di Automobili Lamborghini sia quelli delle aziende in appalto, attraverso la possibilità di svolgere assemblee sindacali retribuite congiunte sui temi che interessano tutti e il rafforzamento del ruolo dei delegati della Rsu Automobili Lamborghini di Bologna.

Il capitolo più ricco è quello dei “diritti individuali”. Per quanto riguarda la maternità c’è nell’accordo l’incremento dei contributo aziendale per i periodi di astensione facoltativa dal 30% al 40% nel caso in cui entrambi i genitori se ne avvalgano per favorire la “parità genitoriale”. Vengono inoltre introdotte 4 ore annue aggiuntive di permessi per le visite mediche di figli minori o di genitori, utilizzabili anche per visite veterinarie, si prevede l’incremento dei giorni di permesso e si conferma il percorso che porterà alla creazione della “banca delle ore solidali“. Ancora, a tutela dei dipendenti con famiglia, nel capitolo “responsabilità sociale di impresa”, c’è l’impegno a un confronto con le istituzioni locali per favorire l’accesso a nidi e scuole dell’infanzia pubbliche.

La parte economica prevede un aumento dei valori target del premio di risultato che passano dai 3.000 euro dello scorso anno ai 3.500 del 2019, per arrivare ai 3.800 nel 2022, ai quali si aggiungerà dal 2020 un premio di risultato relativo legato alla sostenibilità ambientale. Il contratto incrementa anche l’indennità di cartella (cifra mensile fissa riconosciuta al personale diretto di produzione con tempi assegnati) e il contributo aziendale per i lavoratori che aderiscono ai fondi di previdenza complementare (Previlabor e Cometa), che passano rispettivamente da 40 a 48 euro e dal 2,2% al 2,5%.

Compare nell’accordo anche un capitolo chiamato “diversity”, di cui la Fiom Cgil si dice “particolarmente orgogliosa”, che formalizza la valorizzazione di tutte le diversità, generazionali e di genere, presenti in azienda, per combattere le forme di discriminazione come razzismo, sessismo ed omofobia nella fase di contrattazione aziendale. Si parla anche dell’erogazione di un corso di interprete LIS (lingue dei segni) a due delegati sindacali.

Per quanto riguarda la formazione viene data la possibilità ai dipendente di scegliere quali inserire nel catalogo aziendale e quella di proporsi per corsi di lingua inglese.  Le novità, infine, investono anche la questione dell‘industria 4.0, coinvolgendo la parte sindacale in una discussione sulla “disponibilità del dato”, per arrivare, nei prossimi anni, a una definizione di cosa e di chi sono i dati prodotti dai sistemi informatici aziendali.

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