Nessun passo indietro, al di là delle rivendicazioni di Matteo Salvini sulle sue dimissioni. Né intende scusarsi con il vicepresidente del Consiglio leghista, Vincenzo Spadafora, dopo lo scontro sul tema sessismo con il leader del Carroccio. “Scuse? Già detto, quello che mi sento di fare lo faccio, quello che non ho fatto non lo faccio. Dimissioni? Il capo politico del M5s ha chiuso la vicenda”.
Ma, seppur con toni più concilianti, rilancia: “È mio dovere mantenere la barra dritta quando qualcuno del governo o delle varie forze politiche va oltre certi limiti. Io rappresento il governo su questi temi”, ha ribadito Spadafora, che ieri aveva parlato di “pericolosa deriva sessista” che affligge il nostro Paese, sottolineando come gli “insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti”, attaccando poi Salvini. Spadafora nega poi che anche nell’ala di governo del M5s il tema diritti e pari opportunità faccia fatica a trovare una sponda: “Questo non è vero. E credo che nel M5s ci sia molta attenzione su questi temi”.

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