Apologia di fascismo. È questa l’ipotesi di reato da cui è partito il blitz della Digos di Torino, che martedì mattina ha perquisito undici abitazioni di militanti di Forza Nuova, Rebel Firm e Legio Subalpina, compagine di area skinhead, nel capoluogo piemontese e a Ivrea. Nell’operazione è stato arrestato il leader di Legio Subalpina Fabio Carlo D’Allio per detenzione e munizionamento di armi da guerra. Il 28enne, che lavora per una ditta che smista la corrispondenza privata, è già noto alle forze dell’ordine per rapina, danneggiamento, rissa, porto abusivo d’armi e manifestazione fascista. Nella sua abitazione, gli agenti della Digos hanno trovato, oltre a diverso materiale con simbologia fascista e nazista, anche munizioni da guerra.

Nei luoghi perquisiti sono stati sequestrati anche coltelli a scatto, mazze, tirapugni, un machete, manganelli telescopici, pistole giocattolo e fucili per soft air. Gli agenti hanno trovato anche vestiti, adesivi, stendardi, caschi riconducibili ai gruppi ultrà della Juventus Drughi Giovinezza e Tradizione Antichi Valori, vicini all’area di estrema destra. Tra i militanti raggiunti dall’operazione ci sono un magazziniere, un operatore del mattatoio di Torino, un farmacista, un agricoltore e un imprenditore nel settore della falegnameria.

Rebel Firm e Legio Subalpina sono inseriti in un più ampio progetto dell’estrema destra nazionale denominato “Federazione”, che si prefigge l’obiettivo di coalizzare e rafforzare le varie realtà della destra extraparlamentare presenti sul territorio italiano. Dalla tipologia del materiale sequestrato gli inquirenti hanno poi riscontrato alcuni collegamenti con omologhe formazioni oltranziste, quali Generazione identitaria e il movimento anglosassone ‘Combat18 , cioè i “I combattenti di Adolf Hitler“.

L’indagine aveva preso il via a fine maggio in seguito all’esposizione di uno striscione con la scritta “Spezza le catene dell’usura vota fascista vota forza nuova” su un cavalcavia alle porte di Torino. Il 20 giugno scorso un altro controllo aveva coinvolto le sedi di Forza Nuova e Rebel Firm, oltre alle case di quattro militanti tra Torino e Cuneo. Il coordinatore cittadino di Forza Nuova Luigi Cortese era stato denunciato per apologia di fascismo ed erano stati sequestrati mazze da baseball e 25 scudi in plexiglass con emblemi di estrema destra.

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