Quasi dieci milioni di greci sono chiamati oggi al voto per rinnovare il Parlamento.  Per la prima volta senza la minaccia del default. Per i sondaggi Syriza, il partito della sinistra radicale, che con Alexis Tsipras guida il paese dal gennaio 2015, è dieci punti indietro Nea Demokratia. Il partito di centro destra è l’unico gruppo parlamentare sopravvissuto indenne al decennio di crisi ed è guidato da Kyriakos Mītsotakīs, figlio dell’ex primo ministro e zio dell’attuale sindaco di Atene . È stato il suo successo alle elezioni europee del 26 maggio, con oltre nove punti di vantaggio sul partito di governo Syriza, a spingere il premier Alexis Tsipras a convocare elezioni anticipate rispetto alla scadenza di settembre.

Aperti alle sette di mattina (le sei in Italia), i seggi chiuderanno alle 19. Si vota in 59 circoscrizioni per eleggere i 300 deputati del parlamento di Atene. Secondo un sistema elettorale in vigore oggi per l’ultima volta, il primo partito otterrà automaticamente un bonus aggiuntivo di 50 deputati. La ripartizione dei seggi dipenderà dal numero dei 20 partiti in gara che riusciranno ad entrare in parlamento, superando la soglia di sbarramento del 3%. I sondaggi prevedono una vittoria di Nuova Democrazia con il 36%, seguito da Syriza al 27%. Come terzo partito viene indicato Kinal, la formazione dove sono confluiti gli eredi dello storico partito socialista Pasok, seguito dai comunisti del Kke. Altri tre partiti sono in bilico attorno alla soglia del 3%. Uno è l’estrema destra neonazista di Alba Dorata, in netto calo rispetto alle ultime elezioni. Gli altri due sono nuove formazioni di segno opposto: il partito della sinistra radicale MePa25 dell’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, che alle europee si è fermato al 2,99% , e “Soluzione greca” partito nazionalista dell’ex presentatore tv Kyriakos Velopulos, entrato a sorpresa nel parlamento europeo

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