È stato condannato a 5 anni di carcere per abusi sessuali su richiedenti asilo l’ex ministro norvegese Svein Ludvigsen. I fatti contestati risalgono a un periodo tra il 2011 e il 2017, quando l’esponente conservatore scandinavo era governatore regionale. Le vittime sono tre giovani immigrati, di cui uno allora minorenne, provenienti dall’Asia e dall’Africa, ai quali, secondo la sentenza, Ludvigsen richiedeva sesso in cambio di permessi di soggiorno.

Ludvigsen, figlio di un capitano di pescherecci e politico norvegese molto in vista del Partito Conservatore, è stato ministro della Pesca fino al 2005, in un governo di centrodestra. Nel momento in cui si sono verificate le molestie, nei sei anni al 2011 al 2017, Ludvigsen era invece governatore regionale nel distretto di Troms. A raccontare gli abusi sono state le stesse vittime, due ragazzi africani e uno asiatico, che hanno dato la loro testimonianza in tribunale, ma le cui identità non sono state rese note. I tre abusati hanno oggi 34, 26 e 25 anni e quest’ultimo era dunque minorenne quando sono iniziate le molestie.

I tre giovani non volevano essere cacciati dal Paese ed ecco che quindi si sono sottoposti al ricatto dell’ex ministro e governatore: o accettavano di fare sesso con lui, o avrebbero pagato con l’espulsione. Gli abusi, avvenuti nell’abitazione dello stesso Ludvigsen o in una stanza d’albergo a Troms, sono secondo l’accusa il risultato dello sfruttamento della vulnerabilità dei tre richiedenti asilo.

L’avvocato dell’ex ministro, Kai Vaag, ha fatto sapere che sarà presentato appello contro la decisione della corte. La sentenza finale si avrà dunque verso la fine dell’anno, ma nel frattempo Ludvigsen andrà in carcere per scontare la pena.

 

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