La differenza che passa tra “Moderno” e “Contemporaneo” nell’arte e nella storia diventa una questione di grandi ambizioni e pochi millimetri nell’auto dei gruppi, delle immense geometrie che stanno nascendo nel mercato mondiale. Quella degli sport utility è la migliore formula dell’auto contemporanea? L’ibrido oggi è il futuro anche se ormai sconta 20 anni di successi? Se l’Europa comanda nello stile, dove sono le leve che dirigono l’industria che verrà?

Un viaggio a Francoforte non significa più il debutto di una nuova vettura tedesca, se è vero che Kia Europe dal 2007 ha la sua sede letteralmente a fianco dell’immensa area fieristica che ospita il Salone dell’Auto. I primi scatti della nuova Kia XCeed diventano invece subito interessanti per la riflessione che centinaia di ospiti hanno fatto, più o meno in silenzio. Hyundai-Kia, quinto gruppo automobilistico mondiale, aggiunge alla sua famiglia di suv un modello dinamico e ammiccante, furbo nel raccogliere gli elementi più caratteristici dei concorrenti, e poi strategico nel presentare immediatamente la sue variante a doppia motorizzazione. Debutto a fine settembre, prime consegne entro fine 2019, prezzo di ingresso sulla soglia dei 20 mila euro. Un atterraggio pragmatico, diciamo contemporaneo, di cui avrebbero bisogno in molti. Riflettendoci, l’industria italiana per prima.

XCeed è lunga 440 cm e amministrata su linee sportive: l’idea furba di appartenere alla famiglia della media Ceed, ma di non condividere con lei nulla se non le portiere anteriori. Cofano lungo, distanza tra le ruote anteriori di 265 cm e altezza da terra di 18 cm, anche se quella del tetto è nettamente ridotta rispetto a Sportage, il modello a ruote alte che Kia indirizza alla clientela più familiare. C’è molto movimento in una carrozzeria davvero armonica, cucita a dovere sulle associazioni mentali di chi si aspetta auto muscolose da città, ma anche con un bagagliaio che arriva fino a 1.378 litri.

Pensieri ne facciamo, inutile raccontarci bugie. Questa piattaforma sarebbe l’ideale per Alfa Romeo Tonale, se Hyundai-Kia scegliessero quelle sinergie con Fca che appaiono tecnicamente la soluzione migliore per marketing e ingegneria. La sfida può essere comune a Volkswagen perfino nella strada degli abitacoli digitalizzati, ponte verso la clientela più giovane, che pretende di veder ripetute all’interno dell’auto le abitudini d’uso degli smartphone. Kia XCeed ha un display da 10,2 pollici in stile tablet al centro del cruscotto, ma porta al debutto anche la nuova strumentazione Supervision completamente digitale con un schermo da 12,3 pollici dietro il volante. Il sistema telematico UVO Connect compete con le migliori soluzioni in circolazione, e anche questo sarebbe un bene prezioso da mettere in condivisione.

Sul piano della meccanica, come su quello dei motori, avremmo poi capitoli interi di considerazioni con cui tormentarci . XCeed sarà disponibile con i turbo benzina 1.0 T-GDi da 120 Cv, 1.4 T-GDi da 140 Cv e e 1.6 T-GDi da 204 Cv, a cui si aggiunge il diesel 1.6 da 115 o 136 Cv. Eccetto il 1.0 T-GDi, tutte varianti che possono adottare il cambio manuale sei marce o l’automatico sette marce doppia frizione. In più, il progetto XCeed nasce fin da subito con due colpi seri da assestare, ovvero le varianti mild hybrid 48V e Plug-in Hybrid previste per i primi mesi del 2020, sulla scia di un piano di investimenti che prevede per il gruppo l’offerta di 44 modelli elettrificati, entro il 2025, con un obiettivo annuale di vendite di circa 1,67 milioni di unità. Un atterraggio moderno su un bersaglio contemporaneo, e anche una prova di forza per concorrenza e possibili alleati.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Auto elettriche e ibride troppo silenziose per i pedoni: da luglio è obbligatorio il sistema di allarme acustico

prev
Articolo Successivo

Land Rover Defender, l’icona rinasce a Francoforte. In tre varianti – foto

next