Quante bugie hai detto questa sera, di Alessio Di Girolamo (Terrarossa Edizioni) – Il pregio più grande di questo romanzo credo sia quello, da parte dell’autore, di riuscire splendidamente a immergersi in un universo femminile e di costruire una narratrice interna che si muove in prima persona. Un resoconto morboso e torbido, una cronaca a tratti perversa, a tratti dolce, della precoce educazione sessuale di Anna. Una storia coraggiosa, che mette in luce i contrasti familiari e le difficoltà di diventare grandi e gestire le pulsioni e le violenze, spesso volontarie, che la vita ci sbatte in faccia. Un invito a non fermarci mai, a non farci andare bene la versione ufficiale che ci viene conclamata dall’alto delle saggezze altrui.

Amor, di Eva Clesis (Miraggi Edizioni) – Dopo essere sopravvissuta a un incidente e a una storia d’amore, Lucia, una traduttrice che vive in un appartamento a Roma, si autoimpone una routine statica per non ricadere nel dolore. Una telefonata sbagliata di un uomo che crede lei sia un’altra la porta a fingere, a rimettersi in gioco e a uscire dal suo guscio. Sulle strade romane prende il via un’assurda, vivida e decisa caccia all’uomo che porterà Lucia ad abbandonare la propria solitudine. Giocando sui paradossi, utilizzando una prosa secca ed efficace e dialoghi brevi e incisivi, Eva Clesis scrive un romanzo inusuale nel panorama nostrano che dà risalto a una solida protagonista femminile e caratterizza in modo crudo, struggente e reale Roma.

Che io possa essere dannato, di Fabio Cannatà (Koi Press) – Estate del 1979, Michelangelo Argenti, un cronista nichilista e sfiduciato, si reca a Stilo, in Calabria. La motivazione è la scomparsa improvvisa di un commesso viaggiatore. Il paese, un borgo immutabile, diventa cornice e protagonista del romanzo. Un romanzo misterioso, a tratti gotico, simile, per certi versi, alle atmosfere di Scrittore e assassino di Ahmet Altan e ai migliori albi di Dylan Dog. Argenti si ritrova a confrontarsi con il senso dell’amore, a inseguire gli enigmi irrisolti di Stilo e a fare i conti con i desideri oscuri che stanno dietro un’apparente e granitica quiete sociale. Storie popolari, credenze e travisamenti si confondono per depistare il protagonista e il lettore fino all’inaspettato e riuscito finale.

I volti del coraggio, di Silvia Fontana (Koi Press) – Con uno stile che richiama quello di V.S. Naipaul la storia si snoda nel Madagascar meridionale. Sofia, la protagonista del libro, parte per l’isola africana alla ricerca del compagno scomparso. Giunta a destinazione farà la conoscenza con una donna misteriosa e con gli abitanti del luogo. Un carosello di umanità, forza e debolezze. Un enigma che la metterà in contatto diretto con un mondo-altro. Giocato sul filo dell’ambiguità e dell’apparente seduzione, Silvia Fontana si addentra in una terra intrisa di magia e sospetto, mettendone in risalto odori, colori e le incomprensioni non troppo latenti tra due culture affascinate e spaventate l’una dall’altra.

La vita che resta, di Marialuisa Favazzi (Koi Press) – Un romanzo violentemente proiettato ai giorni nostri, allo shock emotivo causato dalla strage di Parigi del 13 novembre 2015. È la storia di Olivia, una spensierata cameriera amante dei libri che dopo essere uscita da un rapporto burrascoso e violento con un pittore squattrinato troverà in Jeremy una boccata di ossigeno e linfa per una nuova vita, fino a quando il terrore non si scatenerà nella ville Lumière. Con una scrittura leggera, capace di scandagliare indistintamente pieghe sordide e pillole di felicità intima, l’autrice milanese racconta le paure dell’Occidente e costruisce un romanzo di formazione attuale, limpido e coraggioso.

La chioma di Berenice, di Andrea Roncaglione (Miraggi Edizioni) – Uno scrittore di fantascienza che vive in una periferia immaginaria che trasuda verosimiglianza quotidiana, che parla con la propria macchina da scrivere, ossessionato dall’immagine di una prostituta che corre per la strada. Una giornata scandita da una narrazione corale. Innumerevoli risposte a una domanda: perché Berenice sta scappando? Usando la tecnica del metatesto tanto cara a David Foster Wallace e al Geoff Dyer di Zona, Andrea Roncaglione tesse una trama composita tra realtà e immaginazione, in un labirinto urbano in cui compaiono le solitudini contemporanee e grottesche immagini del vissuto di ognuno di noi.

La capra di Chagall, di Mario E. Bianco (Miraggi Edizioni) – Una strada sconosciuta, capre parlanti amiche di Marc Chagall, violinisti che sopravvivono sopra i tetti, Virgili erranti, visioni del subconscio, nuvole. L’universo in movimento dell’autore torinese è una miscellanea di stili, dal lirico al dialogico, in una continua alternanza di linguaggi che trasformano l’epopea dello sperduto viandante in una sorta di Odissea del volgo farcita di poesia dei bassifondi. Un’opera originale, impreziosita da quindici disegni a china, nati prima del testo, a formare un mondo onirico che, su carta, diventa reale.

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