Caos Csm? Abbiamo scoperto l’acqua calda. Diciamo la verità: che le correnti servissero a questo, cioè a creare un’area di riferimento e di elettorato per andare poi a fare il componente del Csm, si sa dalla notte dei tempi, cioè da quando è stata fatta la norma per individuare i membri del Csm”. Sono le parole dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, ospite de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus.

Di Pietro osserva: “Fino a oggi si è preferito sempre girarsi dall’altra parte rispetto a un problema che conoscevano pure le pietre. E’ un po’ come quando con Mani Pulite abbiamo scoperto Tangentopoli e tutti dicevano: ‘Mamma mia, mamma mia’. In realtà, lo sapevano tutti. Il caso Csm è avvenuto un po’ per consuetudine, un po’ per ignavia. Le correnti sono figlie di una legge sbagliata, che mette un uomo nelle condizioni di essere eletto per poter svolgere un servizio. Questo è bellissimo in democrazia, ma quando sei un magistrato, devi rispettare solo la Costituzione e quindi non puoi essere eletto da quelli che tu devi controllare“.

E sottolinea: “Non ci deve essere nessuno che scientemente mette un magistrato in un certo posto per non farsi indagare. Il magistrato di per sé è una persona preparata che ha studiato, quindi, se i componenti del Csm vengono scelti a sorte, non devono andare alla ricerca del voto. Rendersi conto di un qualcosa quando scoppia il caso è un’ipocrisia. Tenete conto poi che i due magistrati che concorrevano per la procura di Roma non è che sono due magistrati collusi, ma sono due bravissimi magistrati. Io personalmente non mi sono mai iscritto a una corrente. Il magistrato si crea da sé l’indipendenza. Deve rispondere soltanto alla Costituzione, non ha bisogno di qualcuno che mi tuteli”.

L’ex leader di Idv aggiunge: “A riguardo, però, ho un pensiero positivo. Quando è scoppiata Mani Pulite c’è stata una tale umiliazione dell’istituzione parlamentare, una tale ribellione dell’opinione pubblica, che il Parlamento ha sentito il dovere di cambiare una norma fondamentale, cioè l’art.78 della Costituzione secondo cui un parlamentare non poteva essere né inquisito, né intercettato, né indagato senza l’autorizzazione del Parlamento. Quindi, mai. Da questo salasso odierno, quindi, potrebbe arrivare una revisione totale, anche costituzionale, del modo di individuazione dei componenti del Csm. Io propongo il sorteggio“.

Battuta finale su Sergio Mattarella, presidente della Repubblica e del Csm: “Oggi non può fare il ragioniere. Vorrei che oggi Mattarella, che sul piano umano e istituzionale è una persona di rispetto, uscisse dal noto riserbo con una proposta seria di riformare la parte della Costituzione che riguarda il modello di individuazione dei membri del Csm. . Non voglio tirarlo per la giacchetta, ma adesso acquisisca tutte le informazioni e poi intervenga”.

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