Il primo consiglio dei ministri dopo le elezioni Europee si è riunito e ha approvato il decreto Sicurezza bis. Il provvedimento, contestato durante la campagna elettorale delle scorse settimane da Luigi Di Maio e da parte del Movimento 5 stelle, è stato fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Solo a fine novembre scorso aveva ottenuto il via libera a una delle leggi bandiera per il Carroccio, che ora viene rafforzata e aggiornata. Alla conferenza stampa con i giornalisti si sono presentati solo il premier Giuseppe Conte e il vice Salvini. Al loro fianco anche il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti perché nel testo si parla di misure per la sicurezza negli stadi. Il capo politico 5 stelle era in cdm, ma per marcare la distanza ha scelto di non presenziare all’incontro con la stampa. E’ la prima volta che succede in un anno di governo gialloverde. Ma è comunque e per ora, solo una mediazione e non uno strappo: in contemporanea, la Lega ha ritirato i suoi emendamenti al salario minimo per dare un segnale che il dialogo può andare avanti. E così anche l’esecutivo. Poco dopo la conferenza stampa Di Maio ha deciso di diffondere una nota: “E’ un inizio”, si legge, “e mi auguro che in fase di riconversione il Parlamento lavori a un rafforzamento delle misure per i rimpatri dei migranti irregolari. Sono troppi i circa 500mila. Bisogna lavorare sul profilo internazionale in modo più approfondito e lo faremo da squadra”. Il presidente del Consiglio ha annunciato per la mattina del 12 giugno un vertice economico con i vicepremier e il ministro dell’Economia Tria.

COSA C’E’ NEL DECRETO: IMMIGRAZIONE, SANZIONI PER CHI AGGREDISCE AGENTI E DASPO
Il decreto, come spiegato da Salvini ai cronisti, interviene su vari fronti. Innanzitutto l’immigrazione: se sono saltate le multe da 3.500 a 5.500 euro per ogni straniero trasportato in violazione delle Convenzioni internazionali, sono rimaste invece le sanzioni da 10mila a 50mila euro “per chiunque violi il divieto d’ingresso in acque territoriali” e lo stesso ministro dell’Interno, informando il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quello della Difesa e la presidenza del Consiglio, potrà “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica”; vengono stanziati 3 milioni di euro da qui al 2021 per l’utilizzo di agenti sotto copertura e per intercettazioni per il contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono previste anche misure che riguardano lo sport: l’estensione del daspo per episodi di violenza avvenuti all’estero o in caso di aggressioni nei confronti degli arbitri. Nel decreto, ha continuato Salvini, “ci sono sanzioni inasprite per chi aggredisce le forze pubbliche in piazza, con mazze, caschi e fuochi artificiali”. Per il ministro dell’Interno non si tratta di norme liberticide perché “gli episodi di violenza sanzionati debbono prevedere concreto pericolo a persone o cose con utilizzo di petardi, mazze e bastoni”. Ha detto: “Non penso che la libertà di pensiero passi per strumenti di questo tipo“.

Nel provvedimento si interviene anche contro la violenza negli stadi, con ampliamento dello strumento del Daspo. Prevediamo “un apparato preventivo sanzionatorio già in essere in occasione del prossimo campionato di calcio”, ha dichiarato Giorgetti, sottosegretario con delega allo Sport. Nel dettaglio è previsto un “ampliamento del Daspo” “che estendiamo per episodi all’estero e di reciprocità, per le occasioni di manifestazioni sportive, non solo di calcio”. Si allarga “la fattispecie anche con riferimento a episodi nei confronti degli arbitri”. “Sono previste misure per impedire forme di collaborazioni opache tra associazioni sportive e questi tifosi soggetti a Daspo, c’è il divieto di rapporti di natura commerciale e maggiori controlli anche su vendita di biglietti online”.

Infine, nel decreto è previsto anche un capitolo su nuove assunzioni, o meglio “l’assunzione di 800 uomini e donne di personale amministrativo per gli uffici giudiziari, per 28 milioni di euro, per eseguire le pene dei condannati in via definitiva che sono 12mila solo a Napoli e provincia”. Il Consiglio dei ministri oggi ha anche dato il via libera alla proposta di concedere la cittadinanza per meriti speciali a Ramy Shehata e Adam El Hamami, i due ragazzi della scuola media Vailati di Crema che hanno sventato il tentativo di dirottare uno scuolabus.

CONTE: “IO STESSO AVEVO CHIESTO DI RINVIARE IL DECRETO”
Il testo è quello già diffuso a fine maggio e poi messo in stand-by in attesa delle elezioni. Ma soprattutto quello limato dopo le osservazioni che il presidente della Repubblica, come riferito da alcune fonti di Palazzo Chigi, ha fatto nel merito e per evitare che fosse incostituzionale. Lo stesso Conte aveva detto che il Colle aveva espresso criticità: una dichiarazione che aveva innervosito il Capo dello Stato, all’improvviso scudo dei dubbi 5 stelle sul decreto. Oggi il premier ha fatto riferimento solo all’inopportunità di discutere il testo in concomitanza con la campagna elettorale per le Europee. “C’erano in sospeso delle deliberazioni”, ha detto durante l’incontro con la stampa, “tra cui uno schema di decreto che, anche nel gergo giornalistico, viene definito Sicurezza bis. Facciamo un passo indietro sulla genesi”. Quindi ha spiegato che il provvedimento, “era in lavorazione durante la campagna elettorale, poi ci sono stati interventi rispetto alla versione originaria ed era in dirittura d’arrivo, ma a ridosso della competizione elettorale io stesso ho chiesto di rinviare al ministro Salvini, perché fissare il cdm a due giorni della giornata elettorale non mi pareva opportuno”.

Il ministro dell’Interno, rispondendo ai cronisti, ha detto di non avere timori sulla costituzionalità del decreto: “Siamo assolutamente tranquilli. All’articolo 1 si scrive che il diniego dell’ingresso in acque territoriali è adottato di concerto secondo le rispettive competenze con ministeri della Difesa e dei Trasporti. Ovviamente sentito il presidente del Consiglio. Lo abbiamo visto, rivisto ed emendato: siamo sicuri che sia rispettoso di qualunque norma vigente in Italia e all’estero“.

IL GOVERNO E I RAPPORTI CON UE, SALVINI: “NON ANDIAMO CON IL CAPPELLO IN MANO”
In queste ore l’attenzione è focalizzata sulla procedura Ue contro l’Italia. Sul punto Conte ha dato garanzie di compattezza: “Salvini o Di Maio non è che vogliono la procedura d’infrazione: siamo tutti determinati a evitare la procedura d’infrazione, su questo ieri c’è stata massima chiarezza senza discussione. Nessuno si è permesso di pensare che la procedura d’infrazione possa far crescere l’Italia. Siamo tutti accomunati e determinati da un unico obiettivo”. E il leader del Carroccio ha concluso: “Questo era e rimane il governo del cambiamento anche nel rapporto con l’Europa”, ha detto. “Tutti i governi precedenti si sono arresi a prescindere, qua c’è un dialogo che ci vede alla pari: non andiamo col cappello in mano. Non andiamo a chiedere i soldi di altri. Non si può avere qualcuno che ci dà lezioni quando prende più di quello che dà: chi dà di più di quanto prende, come l’Italia, avrà voce in capitolo”. E ha aggiunto: “Il nostro era e rimane il governo del cambiamento anche perché non abbiamo nessuna intenzione di cercare maggioranza diverse: questa è l’unica maggioranza possibile e l’unico governo possibile. Senza, ci sono solo le elezioni ma noi vogliamo andare avanti quattro anni. Ne abbiamo parlato in consiglio dei ministri: giustizia, autonomia, grandi e piccole opere. Tutto questo richiede un governo con ampio mandato e maggioranza parlamentare”.

Il ministro dell’Interno ha anche parlato della casella del ministro alle Politiche Ue, per il momento ancora vacante. E rispondendo alle domande se si stia pensando di candidare Alberto Bagnai, ha replicato: “Non sono stati avanzati nomi, su commissari, ministri e sottosegretari è stato fatto Fantacalcio e io non lo commento. L’unica certezza è che a breve si vada a riempire la casellina del ministro delle Politiche Ue, visto che si sta per formare la nuova Commissione europea. Non è questione di ore, ma che qualcuno vada a presidiare h24 l’interesse italiano negli uffici europei, a prescindere da chi sarà, mi sembra importante. Poi il nome arriverà alla fine di un percorso che faremo con il presidente Conte e con Luigi Di Maio”.

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