“I grillini pagano la gente per stare a casa anziché per lavorare: che autogol“. Alla polemica del sindaco Pd di Gabicce Mare, Domenico Pascuzzi – subito ripresa dal Sole 24 Ore – ora si aggiunge anche Matteo Renzi. Il primo cittadino ha lanciato un appello, sostenendo che nel suo Comune si stia assistendo a una “carenza di personale senza precedenti” e che la colpa sia tutta del reddito di cittadinanza. Prontamente è arrivato il commento su Facebook dell’ex premier e senatore Pd: “Molti preferiscono il reddito di cittadinanza al lavoro in riviera. Con il reddito di cittadinanza, insomma, prima sono spariti i navigator e adesso anche i bagnini. Ci hanno imposto una misura sbagliata economicamente ma soprattutto diseducativa“.

“I lavori stagionali sono da decenni la giungla di precarietà con cui i nostri giovani hanno conosciuto il mondo del lavoro”, replica il M5s con un post sul Blog delle Stelle. “Orari disumani, stipendi da fame, nessuna sicurezza, nessuna garanzia o tutela contrattuale: è lo spaccato del lavoro nero in Italia”. Il post rivendica i benefici del decreto Dignità, definito il “primo provvedimento di un cambiamento che ha detto chiaramente basta sfruttamento, basta precarietà”.

“Per la prima volta in Italia c’è un sistema di welfare universale che dà una mano a chi ne ha bisogno – proseguono i Cinquestelle difendendo il reddito di cittadinanza – noi sosteniamo chi è stato ridotto alla fame dai precedenti governi, ma al tempo stesso operiamo per il suo reinserimento nel mercato del lavoro”. Poi la risposta diretta a Renzi: “Dovrebbe ricordare che il suo Jobs Act è riuscito a far crollare il numero di assunzioni a tempo indeterminato dai 2 milioni del 2015 ad 1 milione 176 mila del 2017, mentre le assunzioni a termine sono aumentate da 3 milioni 463 mila del 2015 a 4 milioni 812 mila del 2017″. Un attacco condiviso anche dal sottosegretario M5s alla Pa, Mattia Fantinati: “Sono finiti i tempi in cui lo sfruttamento permetteva a certi imprenditori di arricchirsi sulla pelle degli altri. Se una persona preferisce il reddito di cittadinanza, non è perché non vuole lavorare, ma perché non vuole essere sfruttata!”.

Il post di Renzi è stato criticato da molte persone proprio per il mancato accenno al fatto che se gli ex lavoratori stagionali ora “preferiscono” il sussidio, evidentemente camerieri, animatori e aiuti cuochi vengono pagati pochi euro l’ora: il reddito di cittadinanza infatti può arrivare al massimo a garantire 780 euro mensili. Su Twitter in molte definiscono il commento dell’ex premier “un autogol” e sostengono che diseducativi sono i “lavori precari pagati qualche spiccio senza tutele né garanzie”. C’è chi racconta di un amica che lavorava per 12 ore al giorno “a 800 euro al mese” più le mance. Oppure chi fa notare che gli annunci di lavoro per gli animatori “che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera” viaggiano sui 500 euro mensili.