Ci vuole una buona dose di fortuna per sedersi con le gambe sotto la scrivania e intervistare Aboubakar Soumahoro. Fa parte dell’esecutivo dell’Usb, l’Unione sindacale di base, ma all’ufficio di Roma preferisce le campagne dove va tutte le settimane per ascoltare le voci dei braccianti, quelli che si spaccano la schiena nei campi per pochi euro all’ora. Trentotto anni, originario della Costa d’Avorio, ha da poco pubblicato un libro, Umanità in rivolta, in cui racconta il suo modello di sindacato, libero da legami con imprese e politica, e vicino agli sfruttati. Non solo migranti e lavoratori dei campi, ma anche rider, studenti, disoccupati, operai della logistica e impiegati

L’intervista completa è sul nuovo numero di FQ MillenniuM
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