Lo ha rifatto. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha annunciato operazioni di polizia in corso quando ancora non erano terminate scatenando l’irritazione dei procuratori. Come era avvenuto come l’ex procuratore capo di Torino, Armando Spataro. Questa volte le procure sono due: Monza e Prato. Luisa Zanetti, che guida la procura in Brianza, ha chiesto il silenzio stampa sull’inchiesta che vede undici persone accusate di tentato omicidio, spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi a Varedo. In una nota è arrivata la risposta a chi chiedeva maggiori informazioni: “L’operazione coordinata dalla procura di Monza è tuttora in corso” e “l’anticipata pubblicazione della notizia espone a rischio il buon esito della stessa. A tempo debito verranno fornite le informazioni del caso“. 

Irritazione anche negli uffici inquirenti di Prato, guidati da Giuseppe Nicolosi, per lo stesso motivo. Sono solo tre, al momento, le misure cautelari eseguite nei confronti di 10 cittadini cinesi nell’ambito di una inchiesta sul controllo del traffico di prostituzione a Prato. L’inchiesta pratese risale all’estate 2018 quando quando probabilmente due ‘bande’ rivali, si affrontarono a sud di Prato, in una sparatoria: furono esplosi 4 colpi di arma da fuoco. Tra le tre persone arrestate nelle ore scorse, quando è scattato il blitz dei carabinieri, c’è Lin Xia, gestore dell’hotel Luxory al Macrolotto uno, il quartiere industriale a sud della città. Secondo i pm Lorenzo Gestri e Giampaolo Mocetti, si tratta di uno dei principali organizzatori dei traffici illegali sul territorio pratese. In questo caso il responsabile del Viminale aveva ringraziato l’Arma mentre era ospite durante una trasmissione televisiva:  “Si erano fronteggiati a Prato con coltelli e pistole per il controllo della prostituzione: dieci cinesi, tra cui sei clandestini, sono stati arrestati. Grazie ai Carabinieri! Nessuna tolleranza per i delinquenti: per loro la pacchia è finita!“. Per l’altra operazione aveva detto: “Beccati undici pregiudicati stranieri, quasi tutti irregolari, per tentato omicidio, spaccio, detenzione e porto abusivo di armi. Scatenavano la guerra per il controllo della droga a Varedo, nel Milanese: nessuna pietà per i venditori di morte. Grazie ai Carabinieri! Pene esemplari ed espulsioni!”.

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