Migliorare la tutela della privacy è lo scopo delle nuove impostazioni del browser Firefox relative alla funzione Enhanced Tracking Protection (protezione avanzata del tracciamento). Tutto parte dal dato di fatto che mentre si naviga online molti siti cercano di collezionare dati sugli utenti. La nuova versione dei browser di Mozilla cerca di ostacolare questa attività attivando per impostazione predefinita l’Enhanced Tracking Protection.

Nel blog ufficiale è spiegato che questa impostazione bloccherà i “cookie di tracciamento di terze parti” inclusi nell’elenco Disconnect, una sorta di lista nera. La protezione avanzata sarà praticamente invisibile all’utente, fatta eccezione per l’icona con lo scudo che appare sulla barra dell’indirizzo. Cliccando su questo elemento grafico si potrà vedere quali attività vengono bloccate e da quali aziende è stata tentata l’operazione. Volendo si può cambiare l’impostazione autorizzando l’impostazione.

Ad essere bloccati saranno migliaia di tracker, con la promessa che i dati dell’utente non ingrasseranno i database di aziende di analisi di mercato e pubblicitarie, siti web e altro, che abbiano la finalità di tracciare le abitudini di navigazione. Non verranno invece bloccati i “cookie”, per evitare che i siti che ne fanno uso diventino inaccessibili all’utente. Anche questa opzione è personalizzabile: chi preferisse il blocco totale può collegarsi alle impostazioni di Firefox e cambiare il blocco del tracciamento da Normale a Restrittivo.

Il blocco è implementato di default per tutti i nuovi utenti di Firefox, chi usava già il browser lo vedrà abilitato “nei mesi a venire”, a meno che non intervenga manualmente. È molto facile: basta selezionare l’icona con i tre trattini sovrapposti nell’angolo in alto a destra e selezionare la voce “blocco contenuti”. Nella schermata che appare bisogna mettere il segno di spunta sulla voce desiderata.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

YouTube vieta le dirette video ai minori di 13 anni, a meno che non siano affiancati da un adulto

prev
Articolo Successivo

Ecco perché iOS 13 allungherà la vita alle batterie degli iPhone

next