Le parole del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sulla necessità di “un’ampia riforma fiscale” che non si limiti a rivedere “solo alcune agevolazioni o a modificare la struttura di una singola imposta” sono state interpretate dalla Lega come un incentivo alla flat tax. “Bene la relazione di Banca d’Italia – è stata la reazione del vicepremier Matteo Salvini -, che conferma la necessità di uno choc fiscale per far ripartire l’economia italiana. La flat tax è la prima riforma che governo e Parlamento dovranno discutere”. E da quanto si apprende da fonti del Movimento 5 Stelle, anche i partner del Carroccio al governo sembrano essere d’accordo con i piani di Salvini: “La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax ci trova favorevoli – hanno detto – A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea”. Ma Conte dice di non aver ancora ricevuto il progetto.

Nella sua relazione, Bankitalia spiega che rivedere i parametri di singole imposte o agevolazioni non frenerebbe il processo di stratificazione già avviato, “bisogna invece interromperlo per disegnare una struttura stabile che dia certezze a chi produce e consuma, investe e risparmia, con un intervento volto a premiare il lavoro e favorire l’attività di impresa”. Ma se il leader della Lega, nei giorni in cui lo spread sfonda quota 290 e da Bruxelles è arrivata la lettera della Commissione per chiedere conto dell’aumento del debito pubblico, promette di andare in Ue perché “è finito il tempo dei richiami”, Visco frena e spiega che “saremmo stati più poveri senza l’Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario”. 

Intanto, la riforma fiscale proposta dalla Lega avrebbe trovato il definitivo appoggio anche dei compagni di governo. Fonti del Movimento 5 Stelle fanno sapere che il progetto del Carroccio avrà il loro appoggio anche perché in linea con le posizioni del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria: “La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax ci trova favorevoli. A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea. Ben venga il regime fiscale al 15% per i redditi fino ai 65.000 euro”, hanno dichiarato.

Chi, invece, dice di non conoscere con precisione il contenuto della proposta di legge e, quindi, di non poter commentare gli ultimi sviluppi è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Il progetto di flat tax non è ancora arrivato a palazzo Chigi“, ha detto parlando a margine della celebrazione per i 100 anni dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

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