Jp Morgan patteggia 5 milioni di dollari archiviando un caso in cui la banca era stata accusata di avere fatto discriminazioni nel concedere ai dipendenti neo-papà le 16 settimane di congedo previste. Ad accusare la banca di Jamie Dimon era stato nel 2017 Derek Rotondo. Secondo il suo racconto la banca aveva chiesto al suo dipendente di dimostrare che la moglie era tornata al lavoro o che le sue condizioni mediche non le consentivano di prendersi cura del neonato. Requisiti che non erano invece richiesti, secondo quanto sostenuto dall’accusa, a chi faceva domanda di maternità. In realtà, la moglie – insegnante – aveva l’estate libera e la banca aveva negato all’uomo il diritto di assentarsi dal lavoro per la paternità.

Nessun gruppo ha mai versato così tanto per discriminazioni di questo tipo. La somma raccolta finirà in un fondo pensato appositamente per risarcire gli uomini cui è stato negato il periodo di paternità o che sono stati spinti a non chiederlo. La banca, dal canto suo, sostiene che la sua politica è neutrale a prescindere dal genere. Rotondo al contrario si era detto convinto che il gruppo adottasse stereotipi. Uno dei legali di Jp Morgan, Reid Broda, ha dichiarato: “Siamo felici di avere raggiunto un accordo sul caso e siamo impazienti di comunicare in modo più efficace questa politica in modo tale che tutti i dipendenti uomo e donna siano a conoscenza dei benefit” di cui possono godere.

Articolo Successivo

Cara sindaca Raggi, il Piano rom è un fallimento. Sei ancora in tempo per chiedere scusa

next