La Regione Lazio abbassa i vitalizi a 251 suoi ex consiglieri già destinatari dell’assegno. Il Consiglio regionale questa mattina ha infatti approvato all’unanimità, con 30 voti favorevoli, la delibera che recepisce gli accordi sottoscritti lo scorso 3 aprile durante la Conferenza Stato-Regioni, come stabilito nella legge nazionale di stabilità 2018. Il taglio medio orizzontale si attesta sul 35%, con tagli che vanno dal 13 al 51% e ricalca quanto stabilito nell’intesa. Va considerato che nel 2014 i vitalizi erano già stati tagliati di un 15% medio attraverso un contributo di solidarietà di cui lo stesso Ente era destinatario. Il provvedimento, attraverso il passaggio a un calcolo contributivo, assicura però alle casse regionali un risparmio di circa 6,6 milioni di euro annui, spostando la spesa annua da 18,8 milioni a 12,1 milioni. Con questo provvedimento, come riportato all’articolo 7, si precisa che “dall’attuazione della legge non derivano ulteriori oneri per la finanza regionale”.

La legge, recepita dall’assessora al Bilancio, Alessandra Sartore, è stata sottoscritta dai membri dell’Ufficio di presidenza del Consiglio e vede come primo firmatario Devid Porrello (M5s), insieme a Gianluca Quadrana (Lista civica Zingaretti), Michela Di Biase (Pd), Giuseppe Cangemi (Gruppo misto), Daniele Giannini (Lega), al presidente dell’Aula, Mauro Buschini e a Daniele Leodori in qualità di consigliere Pd. Questo lavoro, ha spiegato Porrello illustrando la proposta, “nasce dalla necessità dell’uniformità dell’azione legislativa delle varie Regioni. Da gennaio abbiamo partecipato a diverse riunioni per cominciare a definire i termini del taglio dei vitalizi, tramite il metodo della Conferenza Stato-Regioni: quindi queste ultime dovevano trovare un accordo e poi portarlo all’amministrazione centrale”. La difficoltà, ha proseguito il pentastellato, “è stata quella di uniformare sistemi molto diversi l’uno dall’altro, alla fine siamo arrivati a un punto che oggi è diventato questa proposta di legge”.

Dal 2013 il Lazio ha messo in campo una serie di tagli progressivi ai vitalizi. Innanzitutto con la prima legge regionale di spending review, la 4/2013, voluta dal governatore Nicola Zingaretti che ha abolito i vitalizi per tutti i consiglieri presenti e futuri a partire dalla X legislatura (dunque per tutti gli eletti per la prima volta dal 2013 in poi). Si è poi passati a studiare norme utili per andare a intaccare i “diritti acquisiti” di chi c’era prima. Nel novembre 2014 si è arrivati quindi a un secondo provvedimento: da una parte ha aumentato l’età “pensionabile” da 50 a 65 per coloro che ancora non avevano raggiunto la quota necessaria per aver diritto all’assegno. Dall’altra ha introdotto il cosiddetto “contributo di solidarietà” per i restanti 251 destinatari di vitalizio. Quest’ultimo rappresentava un taglio orizzontale per scaglioni dall’8 al 23% del totale – a seconda degli importi – che finiva in un fondo utilizzato per rimpolpare la spesa sanitaria. All’atto pratico, quest’ultimo provvedimento non fa altro che aumentare questo contributo di solidarietà – sebbene sul fronte contabile il processo sia differente – permettendo alla Regione Lazio di risparmiare ulteriormente sui vitalizi dei suoi ex consiglieri.

“Il voto unanime sulla legge che riforma il sistema dei vitalizi è senza dubbio una bella pagina per il Consiglio regionale del Lazio”, ha detto il presidente dell’Assemblea, Mauro Buschini. “Ringrazio gli uffici – ha affermato – così come i consiglieri delegati che in questi mesi hanno svolto un prezioso lavoro di costruzione e condivisione della legge già in Conferenza Stato-Regioni”.

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