“Se quello che ha fatto Krajewski è illegale, allora arrestateci tutti”. I frati di Assisi si schierano con l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, che sabato scorso ha deciso di riallacciare la corrente di uno stabile occupato vicino a Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, dove vivono 450 persone, tra cui 98 bambini. Nel dibattito che si è scatenato dopo il gesto del cardinale, con Salvini che ha dichiarato di sperare che “paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate” e Zingaretti che invece ha parlato di un gesto “meraviglioso”, si inseriscono anche i francescani dell’Abbazia umbra. 

“Se è illegale aiutare bambini e persone che soffrono, ditemi che cosa è legale?”, ha chiesto Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, a margine della presentazione dell’evento voluto da Papa Francesco che per marzo prossimo ha radunato nella cittadina gli economisti di tutto il mondo. “Se è illegale quello che ha fatto Krajewski – continua padre Fortunato – compiendo un gesto di umanità dettato dal cuore e da quanto dice il Vangelo, allora arrestateci tutti“, ha concluso non prima di ricordare che “la Chiesa compie gesti di carità quotidianamente”. 

E a difesa dell’elemosiniere si è schierato anche il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin: “Ho visto che ci sono state tante interpretazioni e tante polemiche – ha dichiarato a margine di un convegno all’Università Cattolica di Milano – Personalmente credo che lo sforzo dovrebbe essere quello di capire il senso di questo gesto, che è attirare l’attenzione di tutti su un problema reale, che coinvolge persone, bambini, anziani. E mi pare che questo è già avvenuto in un certo senso, nel senso che anche le istituzioni si sono attivate. Sottolineerei questa positività e questa buona intenzione”.

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