Per la ministra del Movimento 5 stelle il ritorno delle province vuol dire solo una cosa: “Più poltrone per i politici“. Il sottosegretario della Lega risponde accusandola di “approccio un po’ cialtrone“. Le due forze di governo tornano a scontrarsi sulla riforma degli enti diventati simbolo della casta. Dopo il botta e risposta tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini di qualche giorni fa, adesso ad aprire il dibattito è la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, intervistata da Radio anchio su Radio 1. “Le province richiedono 2.500 poltrone di politici. Non significa dare maggiori servizi ma avere maggiori spese. Noi siamo per l’abolizione delle province e per attribuire competenze a regioni e comuni”, ha detto l’esponente del M5s ai microfoni di Giorgio Zanchini.

Un’intervista in cui Lezzi provoca la Lega anche sul fronte dell’autonomia regionale: “Io credo – ha detto che la Lega sia in difficoltà a stilare questo accordo, questa intesa. Ravviso nei colleghi della Lega delle paure, dei timori. Ritengo che una riforma di questa portata dovrebbe essere portata in Parlamento. A mio avviso, se è vero quello che dicono i Governatori e quello che dicono Salvini e il ministro Stefani e cioè che porterà dei vantaggi per tutti – anche se a me sembra curioso che possa portare vantaggi a tutti senza costare niente a nessuno – ma, se sono riusciti a stilare una bozza di questo genere, allora che problema c’è ad arrivare in Parlamento e farlo anche emendare a tutti i gruppi politici che rappresentano l’intero territorio?”.

È però il tema delle province che provoca la replica di Stefano Candiani, sottosegretario all’Interno del Carroccio: “Penso che la ministra Lezzi sia poco informata e non abbia cognizione di quanto trattato nel tavolo Stato-città. Noi oggi stiamo trattando dei contenuti e non abbiamo ancora approcciato chi devono essere i componenti delle giunte, il numero dei consiglieri provinciali e non si è mai parlato neanche del costo, ovvero di un’indennità. Mi spiace un po’ questo approccio un po’ cialtrone”, è l’attacco del leghista ai microfoni di Radio 1. “La Riforma Delrio – continua Candiani – ha reso le province incapaci di operare. Dobbiamo rimetterle in funzione. Le province esistono in Costituzione, e questo va ricordato alla Ministra Lezzi, ma oggi sono incapaci di assolvere al loro compito istituzionale. Dobbiamo riscrivere le regole. Per noi la Democrazia si esercita nell’urna e non con un tweet”.

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