Manifestazioni in tutta Italia per il primo maggio, da Torino al concertone a Roma e a Taranto, a piazza Maggiore gremita a Bologna per la manifestazione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil dove sono segnalati oltre 30mila partecipanti. Della festa del lavoro ha parlato il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ospite di Rtl 102.5: “Spero sia l’ultimo primo maggio in cui in Italia non c’è il salario minimo orario, perché chi lavora deve avere una paga oraria che gli consenta di arrivare a fine mese. Sennò non è lavoro, è essere sfruttati“, ha detto in radio. Dal palco di piazza Maggiore è arrivata invece la richiesta dei sindacati al governo di “sederci intorno a un tavolo”, come ha detto Carmelo Barbagallo (Uil). “Al governo diciamo: inizia a interloquire seriamente con le parti sociali”, rilancia Anna Maria Furlan (Cisl). Mentre Maurizio Landini (Cgil) rinnova la sua richiesta al governo gialloverde di “un provvedimento che dica che i contratti nazionali hanno validità erga omnes e che quindi coprono tutte le forme di lavoro” e quindi che “il salario minimo si faccia a partire dai contratti“.

Mattarella: “Lavoro è autentica libertà personale”
Oltre al salario minimo, l’altra speranza del ministro del Lavoro è che “non ci sia più il livello di burocrazia per chi lavora. Se vogliamo festeggiare i lavoratori, bisogna lasciarli in pace e farli lavorare, invece ora c’è un livello di burocrazia per imprenditori e lavoratori altissimo”. “È il 1 maggio” e sul fronte del lavoro “c’è ancora tanto da fare e noi lo faremo”, ha aggiunto Di Maio. “La festa del primo maggio è una festa della Repubblica e della Costituzione, la quale indica nel lavoro un fondamento di civiltà, condizione di autentica libertà personale, di autonomia delle persone nella costruzione del proprio destino”, ha detto Mattarella, Il presidente della Repubblica ha ricordato che”senza lavoro rimane incompiuto il diritto stesso di cittadinanza“.

Papa: “Disoccupazione è una tragedia mondiale”
“Oggi celebriamo la Memoria di San Giuseppe lavoratore”, ha ricordato papa Francesco al termine dell’udienza generale. la sua figura, ha aggiunto, “sostenga il sacrificio di coloro che operano il bene e interceda per quanti hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo”. Il Pontefice ha infatti esortato a pregare “specialmente per quanti non hanno lavoro“, sottolineando che la disoccupazione “è una tragedia mondiale di questi tempi”, ha concluso Bergoglio.

La manifestazione dei sindacati a Bologna
La manifestazione nazionale del primo maggio dei sindacati Cgil, Cisl e Uil quest’anno celebra la festa del lavoro accendendo i riflettori su temi europei, dall’uniformità di regole e contratti all’Industria 4.0. In testa al serpentone lo striscione ‘La nostra Europa: lavoro, diritti e stato sociale’ e i tre leader nazionali Maurizio Landini (Cgil), Anna Maria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil).  Presenti, tra gli altri, l’ex leader Cgil Susanna Camusso, l’arcivescovo di Bologna monsignor Matteo Maria Zuppi, rappresentanti delle istituzioni locali, col presidente di Regione Stefano Bonaccini e il sindaco Virginio Merola, e rappresentanti nazionali, come il senatore Vasco Errani (Liberi e Uguali).

Landini – “La sicurezza di questo Paese” non è fare “le leggi per armarci e difenderci”, ma “la sicurezza che vogliamo è quella di non morire sul lavoro“. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, dal palco di piazza Maggiore a Bologna. “Lo vorrei ricordare al ministro Salvini, che se vuole rispettare la Costituzione su cui ha giurato non deve chiudere i porti, ma deve chiudere le sedi di Casapound“, prosegue il segretario Cgil. “La nostra non è una battaglia di una parte, ma è una battaglia perché vogliamo che da domani tutte le persone che lavorano, dai rider alle partite Iva, tutti debbano avere stessi diritti e tutele. Basta competizioni tra i lavoratori, basta mettere uno contro l’altro e i contratti nazionali sono la strada per unificare i diritti e il lavoro”, ha detto Landini dal palco.  “Se noi ragioniamo solo come consumatori ci hanno fregato due volte – ha detto – Non dobbiamo mai scordarci di essere lavoratori” e sui rider “dobbiamo porci un problema”, “non dobbiamo solo chiederci in quanto tempo ci portano la pizza” ma “come viene pagato” il loro lavoro. “La solidarietà comincia da qui”.

Furlan – “Le ragioni che ci hanno portato in piazza il 9 febbraio sono ancor lì. Eravamo preoccupati per le sorti” dell’Italia e “oggi lo siamo anche di più, perché se un cambiamento c’è stato non è stato di certo in meglio. Il tempo passa e la barca mantiene la stessa rotta, la preoccupazione aumenta. Non possiamo nemmeno pensare di scendere, ma modificare la rotta, insieme alle donne e gli uomini che lavorano”, ha dichiarato invece Furlan. “Non siamo fuori dalla crisi. Al governo diciamo: inizia a interloquire seriamente con le parti sociali. Le parti sociali non sono qualcosa di estraneo a questo Paese. Sono la vita di questo Paese, perché rappresentano il lavoro”, ha aggiunto la segretaria generale della Cisl. “La flat tax è iniqua e ingiusta”, ha continuato dal palco: “Serve una riforma del fisco seria, che premi tutti voi”.

Barbagallo – “Hanno cercato di farci dire che siamo contro quota cento e reddito di cittadinanza, noi non siamo contro, ma vorremmo correggerne gli errori”. Così ha parlato Barbagallo intervenendo sul palco di piazza Maggiore. “Dobbiamo incontrarci per contrattare“, dice rivolgendosi al governo. “Noi siamo pronti a sederci intorno a un tavolo, dal governo battano un colpo”. “Sono convinto che l’unità sindacale rappresenti la molla per cambiare la politica economica del nostro Paese”, ha detto il segretario generale della Uil. “Il governo dovrebbe aprire subito la contrattazione sul pubblico impiego” e lavorare per  “la riduzione delle tasse“. “Riducono le tasse a chi le evade e non riducono il cuneo fiscale che anche Confindustria sostiene che deve partire da lavoratori e dai pensionati”, ha sostenuto Barbagallo.

Zingaretti: “Battaglia per un’Europa fondata sul lavoro”
“Oggi è la festa del lavoro e dei lavoratori ma per me non c’è Primo maggio, Natale, Pasqua e Capodanno, perché l’Italia non ha tempo da perdere: o ci riprendiamo le nostre città adesso o tra qualche anno è troppo tardi”,  ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, in un comizio a Tivoli per sostenere il candidato sindaco Vincenzo Tropiano. “La nostra prima battaglia: un’Europa fondata sul lavoro. Più diritti e tutele per tutte e tutti il 1 maggio”, sono invece le parole usate dal segretario del Pd Nicola Zingaretti per celebrare la festa del Lavoro con un post su Facebook.  “Purtroppo non possiamo festeggiare molto perché ci sono nel nostro Paese ancora troppi disoccupati che bisogna aiutare in ogni modo”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia.