Fabio Panetta nuovo direttore generale. Via libera alla conferma nel direttorio di Luigi Signorini, che due mesi fa era stata bloccata dal Movimento 5 Stelle. Sarà affiancato dall’ex ragioniere dello Stato Daniele Franco e da Alessandra Perrazzelli, ex country manager di Barclays Italia e vicepresidente esecutivo e presidente del comitato di remunerazione e nomine di A2A SpA. Il consiglio dei ministri ha dato via libera alle nomine per il l’organo collegiale che guida Bankitalia, confermando i nomi indicati da palazzo Koch lo scorso 28 marzo. Le nomine avvengono su proposta del governatore Ignazio Visco con decreto del presidente della Repubblica, promosso dal presidente del Consiglio dei ministri di concerto col ministro dell’Economia, sentito il Consiglio dei ministri. Il Cdm ha anche nominato Gerarda Pantalone nuovo prefetto di Roma: capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale, prende il posto di Paola Basilone, prima donna prefetto della Capitale, che andrà in pensione.

Il via libera sul direttorio è stato accettato dalla Lega “con riserve”: il Carroccio non apprezza la scelta della Perrazzelli perché “nomine esterne non valorizzano le tante risorse interne”. A giorni la Lega presenterà una proposta di riforma di Bankitalia. Dal fronte leghista si esprime in compenso soddisfazione per le nomine dei prefetti e per il passo avanti sulle Autonomie, con le intese che saranno portate al prossimo Consiglio dei ministri.

Sul fronte opposto, fonti del M5s affermano che “non è stata presa alcuna decisione sul prossimo cdm”, Salvini ha proposto di ridiscutere il dossier Autonomia “e nessuno gli ha risposto”. Il Movimento 5 Stelle pensa che le priorità siano altre, come il salario minimo e il taglio degli stipendi dei parlamentari. Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, convocherà un tavolo per sciogliere i nodi del dossier prima che questo sia portato sul tavolo dei ministri.

Rimandata la decisione su Armando Siri, sottosegretario al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture in quota Lega finito sotto inchiesta a Roma per un presunto caso di corruzione negli appalti eolici, per il quale il M5s aveva chiesto le dimissioni. Secondo l’ipotesi investigativa, il sottosegretario avrebbe ricevuto 30mila euro da Paolo Arata, per modificare una norma da inserire in un documento programmatico che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. In particolare la norma, che non sarebbe mai stata approvata, avrebbe consentito di ampliare i finanziamenti per il settore del mini eolico retrodatando la concessione al momento della costituzione di alcune società di Vito Nicastri, imprenditore indicato dai magistrati di Palermo come “finanziatore” della latitanza del boss Matteo Messina Denaro.

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