“Ho rappresentato in modo anche corposo al resto del Governo che alcuni percorsi del Tav tagliano delle colline che presentano problemi amiantiferi. Questa per me è una preoccupazione“. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto a Casale Monferrato per la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, lancia l’allarme sul cantiere per la Torino-Lione. In merito ai rischi connessi ai lavori sulla ferrovia per l’alta velocità ha aggiunto: “Quando si mette a nudo l’amianto ci sono tutti i rischi di ricadute di salute sulla popolazione. Poi la decisione è ben più ampia di quella che può avere un ministro dell’Ambiente“.

Sull’ipotesi di trovare un percorso differente della tratta per aggirare il problema-amianto, Costa ha fatto presente che “la competenza non è del mio ministero. Così come ho espresso le mie preoccupazioni, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha espresso le proprie necessità. Adesso c’è bisogno di una sintesi politica. È chiaro che penso a un tavolo dove saremo tutti quanti insieme a valutare quali siano questi elementi. Ma questo della salute pubblica mi sembra il più serio di tutti”. Il ministro ha poi detto di aver più volte sottolineato il problema del toccare colline e montagne amiantifere: “Queste sono problematiche serie. E proprio qui dobbiamo dirlo e non scoprirlo tra quarant’anni, quando magari avremo di nuovo un picco di ammalati. Questo era il mio dovere, questo ho fatto”.

In generale, ha dichiarato Costa, il problema dell’amianto “è ancora attuale e va risolto a livello nazionale e non soltanto locale. Parliamo di circa 34 milioni di tonnellate di amianto ancora distribuite in Italia e oltre 4mila decessi all’anno. Se sono qui è perché a Casale Monferrato si è avuta la forza, il coraggio e l’iniziativa di partire”. Nella città piemontese l’Eternit aveva uno degli stabilimenti principali. I casi di malattia e di morte per esposizione al minerale-killer si contano nell’ordine delle migliaia. Solo nel 2018, in Italia, si sono registrati circa 1800 nuovi ammalati.

Per questo, il ministro ha invitato l’Associazione dei familiari delle vittime a indicare un rappresentate per il Tavolo sull’amianto presieduto dall’ex magistrato Raffaele Guariniello. Il gruppo di lavoro produrrà, ha detto Costa, un testo unico sull’amianto. “Nella legge di stabilità – assicura il ministro – abbiamo messo il 65% di risorse per chi vuole toglierlo da casa propria. Dobbiamo parlare di discariche, del viaggio dell’amianto che deve diminuire, di aiuti per le bonifiche. Questo tavolò di esperti ci permetterà di fare i primi passi”.

Sul fronte delle bonifiche “la Commissione Fragliasso mi ha consegnato una nuova norma che dovrebbe aiutarci a farle durare non più 20-30 anni ma 4-5 anni. Questo è quello che dobbiamo fare”. “In Italia – conclude Costa – c’è un problema legato alla gestione dell’amianto che perdura negli anni. Non è un’emergenza: è una cronicità. È arrivato il momento di dire basta”.

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