“Ci siamo rotti i polmoni“, “Fate girare le pale, non fateci girare le palle”, “Riscalda il tuo cuore e non il tuo pianeta”. C’è l’appello di una generazione nelle scritte dei cartelli dei ragazzi e delle ragazze del Fridays for future. Oggi a Roma migliaia di giovani – 3500 secondo la Questura, 10mila per gli organizzatori – sono scesi di nuovo in piazza per chiedere ai governi di tutto il mondo di fare presto a combattere il riscaldamento globale, perché il clima è già cambiato. La ragazza simbolo del movimento, la sedicenne svedese Greta Thunberg, è con loro in piazza del Popolo. “Negli ultimi 6 mesi milioni di ragazzi delle scuole hanno fatto sciopero ma nulla è cambiato, infatti le emissioni continuano a crescere e non vi è un cambiamento politico da nessuna parte. Dobbiamo prepararci, dobbiamo continuare per molto tempo. La nostra lotta non è questione di settimane o di mesi, ma di anni“, ha detto la giovane attivista svedese davanti a suoi coetanei.

“La sola cosa di cui abbiamo bisogno è un futuro – ha proseguito Greta – e la cosa più triste è che la maggior parte bambini non è consapevole del destino che ci aspetta”. “L’umanità si trova a un bivio e noi dobbiamo decidere il cammino da intraprendere”, ha detto ai suoi coetanei riuniti in piazza del Popolo. “Siamo qui tutti oggi perché abbiamo deciso qual è il cammino e il sentiero e aspettiamo che gli altri seguano il nostro esempio. Non siamo quelli che hanno creato la crisi, siamo nati in questo mondo dove la crisi c’era già ed è stata ignorata, ne abbiamo abbastanza di menzogne e di promesse non mantenute. Noi siamo quelli che fanno la differenza, se nessun altro lo farà, lo faremo noi. Si dice che stiamo perdendo tempo, noi diciamo che cambiamo il mondo“, ha aggiunto Greta.

Ad accogliere la giovane attivista, indicata anche al premio Nobel per la pace, un ‘Palco a Pedali‘ che fornisce l’energia all’impianto grazie a 120 biciclette che animano un generatore. L’idea è di Andrea Satta dei Têtes de Bois, gruppo musicale che sul palco presenta il brano ‘Non c’è più tempo‘ ispirato proprio alle parole di Greta. In piazza anche quattro gazebo dove si stanno svolgendo attività musicali, di arti visive, poetiche e artistiche e in uno di questi anche il “filo per il clima“: una corda tesa che unisce il palco con la possibilità per chiunque di scrivere un messaggio esprimendo le emozioni sui cambiamenti climatici ed attaccarlo con una molletta di legno. Per coprire “dal basso” tutti i costi dell’organizzazione della giornata è partita da giorni una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe e in piazza alcuni ragazzi continuano a raccogliere donazioni.

“È arrivato il momento ormai di agire”, urlano i ragazzi dalla piazza. Nel 2019, anno che si classifica al terzo posto tra i più caldi del pianeta, la temperatura media del primo trimestre sulla superficie della Terra e degli oceani è stata di 0,90 gradi superiore rispetto alla media del ventesimo secolo (banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre). Solo il primo trimestre del 2016 e quello del 2017 erano risultati più caldi da quando sono iniziate le rilevazioni dal 1880 a conferma della tendenza al surriscaldamento del Pianeta. Un’anomalia che si fa sentire anche in Italia dove le temperature minime sono state di 0,76 gradi superiori alla media durante il trimestre, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr.

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