A caldo ha commissariato i vertici regionali del partito. Il giorno dopo chiede ai magistrati di andare fino in fondo. In Umbria Nicola Zingaretti si trova a gestire la prima vera grana interna al Partito Democratico da quando è stato eletto segretario. “Dico alle Procure: indagate, andate fino in fondo, se ci sono responsabilità vengano accertate”, ha detto il presidente della Regione Lazio parlando a Firenze, alla casa del popolo di San Bartolo a Cintoia, a un’iniziativa organizzata per l’apertura in Toscana della campagna elettorale per le elezioni europee e amministrative. Sulle quali gli arresti del segretario regionale Gianpiero Bocci e dell’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini sono piombati come una bomba.

“Per me vale sempre la presunzione di innocenza – ha aggiunto il leader del Pd – Detto questo, la magistratura faccia le proprie indagini, con serenità, fino in fondo”. Questo deve valere per “il Pd, per i 5 stelle e per le ombre drammatiche della Lega”. “Una cosa deve essere chiara, noi non metteremo mai non una trave ma nemmeno uno stecchino contro la magistratura”, ha aggiunto Zingaretti, in evidente riferimento al voto che in Parlamento ha negato l’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso Diciotti.

Resta da affrontare la questione interna e migliorare la capacità del partito di evitare casi come quello umbro: “Dobbiamo selezionare la nostra classe politica senza aspettare che a volte siano le procure a accendere i riflettori – ha affermato Zingaretti – Sia chiaro, ci si difende nei processi e non dai processi. Alziamo una battaglia etica, morale e civile che dimostri che il Pd è il garante di una classe politica che controlla che potere sia interpretato come spirito di servizio per far star bene gli italiani”. “Il Pd deve rilanciare questo impianto culturale e di governo facendolo diventare il discrimine assoluto della sua identità. Direi una vera e propria rivoluzione“, ha concluso il governatore.

Con il caso Umbria scoppiato nel pieno della campagna elettorale il segretario deve rispondere anche agli attacchi degli avversari. “Senza entrare nel merito degli ultimi arresti, i cittadini dell’Umbria sono malgovernati da troppo tempo; elezioni Regionali subito“, aveva detto nella serata di venerdì Salvini. “Bisogna andare al voto in Italia, perché questo governo non riesce a governare”, ha replicato Zingaretti.

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