Oggi tutti hanno bene in mente com’è un iPhone, ma come lo avreste immaginato nel 1993, ossia 14 anni prima della presentazione del primo smartphone Apple? La domanda nasce da un video che sta circolando in rete e che mostra WALT, ossia il Wizzy Active Lifestyle Telephone. Fu presentato da Apple nel 1993, non venne mai commercializzato e nessuno fino ad oggi lo aveva mai visto in azione. A regalarci questa chicca ci ha pensato il blogger e leaker Sonny Dickson, che ha messo online un video di un WALT perfettamente funzionante.

Vedere nel 2019 questo prototipo antidiluviano di telefono con funzioni touch fa quasi tenerezza, e pare strano che partendo da qui Apple alla fine arrivò a sviluppare gli attuali iPhone e iPad. Guardando il video si resta quasi ipnotizzati dai tempi d’attesa che oggi definiremmo estenuanti, e che invece all’epoca del nonno degli iPhone avrebbero suscitato l’effetto Wow.

Comunque, tanto di cappello davanti allo schermo touchscreen che si usava con il pennino: un dettaglio che 26 anni fa avrebbe fatto strabuzzare gli occhi. Oggi ci limitiamo a sorprenderci nell’apprendere che Apple avesse già brevettato allora una tecnologia che potremmo definire quasi profetica. Sull’estetica è difficile collegare direttamente WALT ad iPhone, è più semplice vederlo come un mix tra un Mac, un palmare Apple Newton (qualcuno se lo ricorda?) e un telefono.

 

PowerBook 100. Foto di Klaus with K

 

Passiamo alle curiosità: WALT fu progettato insieme alla compagnia telefonica BellSouth, gli esemplari prodotti furono costruiti impiegando alcuni componenti del notebook PowerBook 100 e il software System 6 modificato (famiglia Mac OS Classic). Offriva una rubrica telefonica, mostrava l’ID chiamante sul display, aveva suonerie personalizzabili, funzioni di fax, e permetteva di accedere a un servizio di home banking.

Apple System 6. Foto Copyrighted

 

Più si guarda il video più viene da pensare che il progetto sia stato abbandonato perché troppo rivoluzionario per i tempi.

Apple Newton. Foto di Rama, Wikimedia Commons
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Facebook promette di essere più trasparente, metterà nero su bianco come usa i dati degli utenti

prev
Articolo Successivo

Amazon Echo: dietro all’assistente vocale ci sono dipendenti in ascolto?

next