Dopo Socrate, Giorgio La PiraPaolo VeroneseTina AnselmiFrancesco Borromini prosegue con Don Lorenzo Milani la galleria dei personaggi scomodi presentati da Tomaso Montanari nel suo programma “Eretici”, realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft), da un’idea di Alessandro Garramone e Annalisa Reggi con la collaborazione di Matteo Billi, Nanni Delbecchi e Simone Rota. E’ il 26 giugno 1967 quando, a Firenze, muore Don Lorenzo Milani. Le sue ultime parole sono: “Un cammello sta passando per la cruna di un ago”. Voleva dire che lui, di famiglia ricca e borghese, stava andando in cielo. “Don Milani è un prete del tutto ortodosso dal punto di vista della dottrina, ma era così sicuro del Vangelo da risultare di fatto eretico”, spiega Montanari. Da eretico lo trattò la Chiesa di cui lui invece si sentiva figlio fedele. “Nella mia formazione fiorentina, non ho mai trovato nel ‘900 un intellettuale così radicale come Don Milani sotto l’aspetto dell’amore per i poveri – racconta lo storico dell’arte – Quando Don Milani è alla fine della sua vita ed Eric Fromm legge la sua ‘Lettera ai giudici’ che passerà alla storia con il titolo ‘L’obbedienza non è più una virtù’ che contestava il militarismo a cui cedeva anche la Chiesa italiana, lo psicologo tedesco dirà che quel testo è degno di Socrate, un Socrate cristiano”. Quel radicalismo del filosofo greco era passato tutto intero nella figura di don Milani. Egli, ne ‘L’obbedienza non è più una virtù’ dice una cosa che, nell’Italia di oggi, è incredibilmente attuale. Rivolgendosi ai giudici, ai cappellani militari, afferma: “Se voi rivendicate il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, ebbene io rivendico il mio diritto di dividere il mondo in oppressori e oppressi. Gli oppressi sono la mia patria, gli oppressori sono i miei stranieri”. Questa idea di non dividersi in base all’appartenenza del sangue, secondo i confini dello Stato-Nazione, ma dividersi in base allo stato sociale è un’idea radicalmente nuova. Questa idea del conflitto tra ricchi e poveri non lo trovava in una dottrina politica, né nel marxismo, né nel comunismo, nonostante fosse accusato di essere comunista, ma nel Vangelo.

La sua grandezza sta tutta in una dimensione che anche per un laico di oggi è fondamentale da un punto di vista civile e politico, e cioè la scuola. Sul letto di morte, circondato da tutti i suoi allievi, dirà: “Chiedo perdono a Dio per una cosa, che ho ho amato più questi ragazzi di quanto ho amato lui”. Don Milani infatti, si era consacrato totalmente all’insegnamento. La fase finale della sua vita si concentra a Barbiana, questo paesino di montagna dove viene esiliato dal suo vescovo perché non faccia “danni” stando lontano dal dibattito pubblico. Lì Don Milani si mette a fare scuola perché lì la scuola non c’è ed è impressionante il fatto che una scuola privata, la scuola di un prete, sia riuscita a esprimere il pensiero più radicale di cosa dovrebbe  essere la scuola pubblica, la scuola della Costituzione che forma cittadini. L’idea più profonda dell’attuazione del Vangelo che Don Milani ha è proprio la possibilità che la scuola dia “la parola fatata che apre ogni porta”. E’ per questo che il prete toscano insegna ai suoi ragazzi l’italiano facendo leggere loro i giornali perché imparassero a capire il mondo che li circondava e dicendo loro che se avessero avuto una parola in più del padrone avrebbero contato di più, sarebbero stati più liberi. Alla base c’è un’idea di scuola che non deve formare dei professionisti, ma dei cittadini. Sul tavolo don Lorenzo metteva il Vangelo e la Costituzione considerandoli due cose complementari. Egli si ispirava all’idea che le lezioni nelle scuole e nelle università non fossero lezioni ex cathedra, ma lezioni durante le quali ci si sedeva intorno a un tavolo. Non con quella demagogia che dopo il ’68 diventerà abituale, perché il professore rimaneva tale nel suo ruolo, ma con l’idea che il principio ispiratore dovesse essere la condivisione, la chiamata alla pari dignità. Il grande tavolo che i ragazzi di Barbiana costruiscono con le loro mani è un tavolo che vede seduti lì intorno Don Milani e i suoi allievi in nome di questa pari dignità.

“Eretici” (10 episodi X 16 minuti) è un programma originale realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft). Dopo Socrate, Giorgio La Pira,  Paolo Veronese, Tina Anselmi, Francesco Borromini e Don Milani Montanari ci racconterà le eresie di Piero Calamandrei, Hannah Arendt, Papa Francesco e Danilo Dolci.

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