E’ stata la prima, oltre vent’anni fa, a credere nell’ibrido. Tra lo scetticismo, che a tratti diveniva quasi presa in giro, di altri costruttori. Oggi, dopo oltre 12 milioni di veicoli benzina-elettrico venduti nel mondo (di cui 2 nella sola Europa), Toyota annuncia a sorpresa di voler rendere pubblici, concedendone gratuitamente l’utilizzo, quasi 24mila brevetti di sua proprietà registrati negli ultimi 20 anni e concernenti l’elettrificazione di veicoli.

Tra questi, sono compresi quelli che riguardano singoli componenti e sistemi come motori elettrici, ‘Power Control Unit’ (PCU) e i sistemi di controllo: tecnologie chiave applicabili allo sviluppo di diverse tipologie di vetture, tra cui gli HEV, i veicoli Plug-in (PHEV) e i veicoli alimentati da celle a combustibile (FCEV).  Il periodo di concessione inizierà da subito e terminerà nel 2030, e per i contratti basterà rivolgersi direttamente a Toyota, discutendo termini e condizioni per le singole licenze.

Come interpretare questa mossa? La spiegazione arriva direttamente dai vertici della casa giapponese, che per bocca di Shigeki Terashi, membro del Board e Vice Presidente Esecutivo di Toyota Motor Corporation, ha dichiarato: “Basandoci sull’elevato volume di richieste che riceviamo per i nostri sistemi da parte di altre aziende, consapevoli dell’esigenza di incrementare il numero di vetture elettrificate per far fronte alle questioni ambientali moderne, abbiamo deciso che è giunto il momento di collaborare. Se il numero dei veicoli elettrificati dovesse incrementare sensibilmente nei prossimi 10 anni, questa diventerebbe la tipologia standard dei nostri mezzi di trasporto, e noi vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento.”

Un doppio binario, dunque. Da un lato il costruttore giapponese, in linea col suo programma di riduzione delle emissioni ‘Toyota Environmental Challenge 2050’ sente l’esigenza di una maggiore tutela ambientale contrastando i cambiamenti climatici anche grazie alla diffusione dell’ibrido. Dall’altro, c’è senza dubbio la componente industriale e commerciale. Anche perché, come si legge nella nota, l’azienda offrirà “un supporto tecnico, a pagamento, a tutti i costruttori che svilupperanno e venderanno veicoli elettrificati utilizzando motori, batterie, Power Control Unit, ECU ed altre tecnologie sviluppate da Toyota, come parte dei loro sistemi di trazione”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Unione Europea, approvati i nuovi limiti alle emissioni di anidride carbonica

prev
Articolo Successivo

Formula E, sabato prossimo a Roma la prima tappa europea della stagione

next