Un altro treno del metrò di Milano è stato sequestrato oggi in seguito all’ennesima brusca frenata. Intorno alle 9, alla stazione Gambara, un convoglio della linea rossa ha inchiodato e una donna di 50 anni, lievemente ferita, è stata trasportata in codice verde in ospedale. A disporre il sequestro, il secondo nelle ultime settimane, sono stati, tramite la polizia giudiziaria, i pm Maura Ripamonti e Mauro Clerici che coordinano le indagini su alcuni episodi identici a quello di oggi assieme al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano: l’ipotesi di reato è lesioni colpose, al momento a carico di ignoti, a cui da poco si è aggiunta quella di rischio di disastro colposo. Dai primi accertamenti sembra che quello che all’inizio veniva indicato come un errore umano pare sia in realtà un problema tecnico. Sarà la magistratura, alla quale Atm sta offrendo piena collaborazione, a fare chiarezza.

Per far luce su quello che sta diventato una sorta di “incubo” per i passeggeri della metropolitana milanese e che rappresenta in un certo qual modo un pericolo per la loro incolumità, la Procura di Milano una dozzina di giorni fa ha nominato un consulente – l’ingegner Fabrizio Lucani, lo stesso che si è occupato dell’incidente ferroviario di Pioltello – che dovrà esaminare una cinquantina se non di più di segnalazioni arrivate all’Atm nell’ultimo anno e mezzo. Gli incidenti che hanno portato a galla il problema e all’apertura di una inchiesta si sono verificati nel giro di pochi giorni e tutti in questo mese.

Il primo episodio il 4 marzo sulla linea 2 attorno alle otto del mattino all’altezza della stazione Loreto: vittime di quell’inchiodata sono stati cinque viaggiatori. In quella circostanza la polizia aveva ipotizzato come causa dell’improvviso blocco dei vagoni l’intervento di un meccanismo automatico. Cinque giorni dopo il secondo episodio, alle 16 circa, sulla linea rossa M1 all’altezza della banchina di Cadorna, in direzione di Sesto Primo Maggio il convoglio si è arrestato bruscamente e alcuni passeggeri hanno perso l’equilibrio. Per fortuna le persone coinvolte, nove in tutto tra cui due bambini, non hanno riportato ferite serie ma soltanto contusioni. Tra i viaggiatori trasportati in ospedale, uno solo in codice giallo, all’Humanitas di Rozzano, gli altri a scopo precauzionale e tutti in codice verde al Policlinico, al Fatebenefratelli e a Città Studi. Tra i contusi lievi un bambino di un anno,trasportato alla clinica De Marchi, e un altro di 8 anni, trasferito all’ospedale San Paolo.

La terza frenata brusca è dell’11 di marzo e riguarda ancora la linea 2: il convoglio si è bloccato alla fermata di Cassina dè Pecchi, nell’hinterland della città e i contusi sono stati due. In questo caso l’Atm aveva fatto sapere che il “temporaneo malfunzionamento” della strumentazione aveva “individuato erroneamente un semaforo rosso” e, quindi, quando la velocità era di circa di 25 chilometri all’ora, il treno si è bruscamente arrestato.