“Se l’idea è continuare a pensare che l’unica forma per sostenere l’editoria è il contributo diretto non ci siamo. Dobbiamo guardare al futuro, il mondo sta cambiando. Possiamo dare un contributo diretto per 10 anni e tra 10 anni staremo di nuovo qui a parlare di un settore in crisi. Bisogna dare un taglio al modello che è stato utilizzato fino ad adesso e creare un modello nuovo per il rilancio del settore, non per farlo bivaccare ancora per un po’ di tempo”. Lo ha detto il sottosegretario all’editoria, Vito Crimi, a margine dell’apertura degli Stati generali dell’editoria, che ci sono tenuti questa mattina nella Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio, aperti dall’intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “La riforma delle convenzioni con le agenzie ha creato non pochi disagi. Bisogna capire come migliorarla” ha detto ancora riferendosi ai bandi europei messi in campo dal ex sottosegretario del governo Renzi, Luca Lotti. “Oggi c’è una quantità di agenzie di stampa che, anche rispetto alle altre realtà internazionali, non è corrispondente al mercato in cui operano – ha poi spiegato a margine del dibattito -. A mio avviso le agenzie di stampa dovrebbero tendere a concentrare il più possibile le loro capacità, rispetto a una frammentazione che oggi è eccessiva rispetto al resto del mondo, magari specializzandosi in certi settori. Alcune agenzie lo stanno facendo”.

Parole contestate dallo stesso Lotti, chiamato in causa per la sua rifoma. ” “Per 5 anni abbiamo mantenuto stabile il fondo per le agenzie di stampa che è di circa 50 milioni di euro l’anno –  ha scritto l’esponente del Pd sulla sua pagina Facebook – Visto che il Sottosegretario Crimi ha deciso il taglio totale del fondo per l’editoria (con gravi ripercussioni sull’occupazione), può dirci una volta per tutte cosa intende fare con il fondo da 50 milioni per le agenzie di stampa? Vuole ridurlo o tagliarlo del tutto?”. Critiche anche dal centrodestra. “Conte e Crimi agli Stati generali editoria parlano di crisi settore, e pensano a una riforma organica. È il loro governo però che ha cancellato contributi per pluralismo e sono loro che vogliono schedare i giornalisti” commenta Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. “Prima appiccano l’incendio e poi fanno finta di spegnerlo”. Mentre per la deputata di Forza Italia Elvira Savino, Crimi ha usato termini “volgari e inopportuni”. “Il contributo statale all’editoria non serve per bivaccare perché l’informazione non è un passatempo ma un imprescindibile presidio di democrazia e di libertà”

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