Sono passati poco più di due anni da quando iniziai a interessarmi per la sezione Tecnologia del panorama eSport italiano. Era quel “lontano” 2017 in cui tra gli addetti imperversava l’hashtag #AnnoZero, anche con un po’ di scetticismo: dopotutto da anni era l’anno zero per qualcuno in un settore che nel nostro Paese stentava a partire (o ripartire, dopo l’implosione in chiusura dello scorso decennio). Eppure sembra essere passata un’eternità. Il 2017 ha visto una prima evoluzione, da palco in un padiglione di una fiera del fumetto ad arene ed eventi stand-alone, da trasmissioni in streaming tirate su alla meno peggio a produzioni degne di show televisivi.

Il 2018 è stato forse l’anno della definitiva presa di coscienza da parte degli organizzatori, con gli eventi principali lontani dalle fiere. Come le due finali (primaverile ed estiva) dei Pg nationals di League of Legends giocate rispettivamente a marzo, all’Unicredit Pavillon di Milano, e a luglio, in uno dei teatri del Cinecittà World nel romano, o le due finali stagionali dei campionati di LoL, CS:GO e Rainbow Six organizzati da Esl Italia e giocate al Vodafone Theatre (arena all’interno della sede milanese del colosso della telefonia, divenuto nel mentre title sponsor del torneo). Senza però tirarsi indietro dal dar spettacolo alla Milan Games Week, vedendo un intero padiglione dedicato agli eSports con due super arene a contendersi il pubblico durante le tre giornate. Senza dimenticarci, poi, della nascita della Porsche e-Carrera Cup Italia, un campionato monomarca giocato su Assetto Corsa, il titolo automobilistico di Kunos, con fasi finali giocate a seguito della Carrera Cup Italia 2018 presso gli autodromi (torneo di cui sono attesi a giorni i dettagli della seconda stagione).

Il 2018 è stato anche l’anno della vera e propria consacrazione a livello internazionale di alcuni dei più forti videogiocatori competitivi italiani, come Daniele Di Mauro, in arte “Jiizuke”, primo player di League of Legends italiano a calcare i palchi della serie regina europea come membro del Team Vitality, ottenendo il premio come miglior esordiente e, dopo un’annata intensa, riuscendo a strappare un biglietto per i campionati del mondo togliendosi la soddisfazione di battere i campioni uscenti. O come Riccardo “Reynor” Romiti (di cui potete leggere su queste pagine un’intervista del buon Francesco Lombardo), che al suo esordio tra i professionisti è quasi riuscito a raggiungere il mondiale di Starcraft II nonostante per questioni anagrafiche non avesse potuto prender parte alla maggior parte della stagione.

Non va dimenticata nemmeno l’annata di Pow3r, all’anagrafe Giorgio Calandrelli, che trasferite le sue già note doti su Fortnite è riuscito non solo a entrare nell’olimpo degli streamer italiani, ma anche a indossare la maglia di uno dei team più blasonati della scena eSport mondiale, i Fnatic. E che dire del doppio mondiale di Pes (1vs1 e 3vs3), messo in bacheca da Ettore Giannuzzi, della riconferma su MotoGp di Lorenzo “Trastevere73” Danetti e della top 32 conquistata su Tekken in Giappone da Joshua “Ghirlanda” Bianchi? So che mi starò dimenticando qualcuno (come tanti miei colleghi per anni si son dimenticati del povero Fabss). Vi chiedo perdono, in ginocchio sui ceci.

E il 2019? L’anno in corso a veder le informazioni già pubbliche sarà un anno di crescita su vari fronti, a partire dall’arrivo di eventi internazionali major: a maggio Milano ospiterà presso il Palazzo del Ghiaccio non un piccolo evento italiano, ma le finali mondiali della stagione corrente della Pro League di Rainbow Six Siege, vedendo arrivare nel nostro Paese i migliori team internazionali del titolo Ubisoft. Sul versante sponsor è di pochi giorni fa l’annuncio di Vigorsol come title sponsor dei Pg nationals, vedendo il torneo ufficiale italiano di League of Legends assumere fino alla finale della stagione in corso – che sarà giocata a inizio aprile al teatro Ciak di Milano, lo stesso di X-Factor -, la denominazione Pg nationals Virgorsol beats, e a partire dalla stagione estiva Pg nationals Vigorsol; se è quasi “normale” vedere operatori del settore informatico (come i produttori di periferiche e pc) o delle comunicazioni (come nel caso di Vodafone) investire negli eSports, è insolito – in Italia – vedere aziende impegnate in altre aree fare mosse così importanti. Ma forse un marchio di chewing gum è insolito anche a livello internazionale.

Ma la vera novità del 2019 è il cambio di marcia dei team. Se negli scorsi anni team gestiti in modo pressoché amatoriale riuscivano comunque a emergere e strappare pure qualche posizione importante nei tornei nazionali, la prima frazione dei Pg nationals 2019 ha dimostrato che la musica è cambiata. Dopo un inverno di acquisti, fusioni e collaborazioni che ha permesso l’arrivo anche di nuovi attori importanti (Samsung e Campus Party), un campionato che lo scorso anno vedeva un solo team avere una gaming house (struttura in cui staff e membri di una squadra effettuano preparazione e allenanamenti), ora ne vede quattro – la metà – con i Qlash Forge (creatura mitologica emersa dall’unione dei Qlash di Luca Pagano e i Team Forge, che soprattutto nel 2017 avevano dominato la scena italiana) a poter vantare addirittura due strutture.

Vantaggi? I quattro team dotati di gaming house (e residenze per i player) hanno potuto schierare in campo alcuni player stranieri in più (alzando il livello generale del campionato), senza dimenticare la possibilità di migliorare l’affinità tra i giocatori e poterli seguire in maniera diretta durante la preparazione. Risultati? Alla fine della fase di girone, gli stessi quattro team occupavano le prime quattro posizioni, con gli Outplayed campioni quasi incontrastati sul titolo Riot nel 2018 relegati a giocarsi la quinta e la sesta posizione.

Perché “anno N”? Alcuni riterranno probabilmente questo il vero anno zero dell’eSport italiano, come altri lo riterranno l’anno uno o l’anno due. Altri ancora magari parleranno di anno “meno uno” – o, come me su Twitter nella follia di qualche mese fa, di anno gendodigioddo. Ma qualunque sia per voi il valore di quella N, il movimento sta crescendo tanto, sia grazie ai big affermati sia grazie a nuovi attori che cercano di ritagliarsi un loro spazio, come il Vgp con i viewing party di Call of Duty (in collaborazione con Ivan Grieco) e Vpl con il nascente torneo di Fifa che porta il nome di Francesco Totti.

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