La Cina nuovo fulcro del sistema economico che ‘muove’ un terzo del Pil planetario. Il mastodontico progetto della ‘Nuova Via della seta‘, proposta da Pechino sin dal 2013, mira a ridefinire il sistema di rapporti economici e politici a livello globale. La Belt & Road Initiative prevede, sin dall’inizio, la creazione di due corridoi -uno marittimo e uno terrestre- con l’obiettivo di trasformare la Cina nel perno di una rete di collegamenti estesa tra Europa, Africa Orientale e Estremo Oriente.

Per la realizzazione della rete, che dovrebbe snodarsi attraverso imprescindibili infrastrutture e nodi nevralgici, sono stati stanziati già oltre 100 miliardi. Come ha riassunto la Banca Mondiale, il progetto mira a rafforzare i collegamenti infrastrutturali, commerciali e di investimento tra la Cina e altri 65 paesi che rappresentano collettivamente oltre il 30% del Pil globale, il 62% della popolazione e il 75% delle riserve energetiche conosciute.

L’asse principale è rappresentato dalla Silk Road Economic Belt, la ‘via della seta’ che collega la Cina all’Asia centrale e meridionale e si spinge verso l’Europa. L’altra direttrice è costituita dalla ‘Nuova via della seta marittima’, che collega la Cina alle nazioni del sudest asiatico, ai paesi del Golfo, al Nord Africa e all’Europa. Per completare il quadro, altri sei corridoi economici sono stati individuati.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Gilet gialli, dopo le violenze il premier Philippe rimuove prefetto di Parigi: “Stop manifestazioni sugli Champs-Elysées”

prev
Articolo Successivo

Lorenzo Orsetti, il padre: “Il suo gruppo è stato accerchiato e li hanno uccisi tutti”. Lo zio: “Come in Spagna contro Franco”

next