“Quando metti la testa nel bidone dell’immondizia non è facile, ma almeno sopravvivi con dignità e non finisci a rubare o a fare cose brutte”. Idriss è uno delle oltre 600 persone che vivono grazie al mercato delle Pulci al canale Molassi a Torino. Una babele di lingue ed etnie che ogni sabato anima questa parte di città fin dalle prime ore della notte quando i venditori iniziano a disporre sui teli la merce recuperata in settimana. C’è chi come la signora Anna, 74 anni, fa il mercato da quando era piccola: “Dopo che mi sono separata, grazie a questa attività ho potuto crescere mia figlia e oggi riesco a campare oltre alla pensione minima che prendo” racconta mentre dispone una bambolina sul proprio banco. Qui ognuno ha la sua piazzola da quando, quasi vent’anni fa, l’amministrazione comunale si inventò la prima area di libero scambio per venditori non professionali per regolamentare quest’economia informale, ma non illegale: “Abbiamo sempre pagato una quota per lo spazio pubblico e per la pulizia dell’area, ma oggi questa esperienza è a rischio perché ci vogliono spostare da qui e farci andare in periferia” avverte Idriss.

A fine dicembre la nuova Giunta targata Movimento 5 stelle ha approvato una delibera che prevede lo spostamento di questa parte di mercato lontano da Porta Palazzo, nella zona vicino al cimitero. Una decisione che nasce dalle proteste di alcuni comitati di cittadini e negozianti dell’area che hanno puntato il dito contro degrado e la mancanza di decoro: “Basta fare un giro per il Canale per rendersi conto non c’è né ordine né infrastrutture, noi vogliamo spostarlo in un luogo dove c’è maggiore sicurezza” ha detto la sindaca Appendino ribadendo l’”irrevocabilità di questa decisione”. Ma secondo altri la questione riguarda il processo di riqualificazione che ha interessato tutta l’area circostante: “Si tratta di un processo di “gentrification” che dura da vent’anni e che ha espulso tutti quelli che non hanno retto i costi della riqualificazione – spiega il sociologo Giovanni Semi – un processo portato avanti da attori privati come immobiliaristi e istituzioni culturali che hanno interesse in quella zona e un’amministrazione interessata a portare a casa un risultato politico, ovvero imporre il decoro su quest’area”. Il mercato dunque avrebbe dovuto spostarsi il 19 gennaio, ma gli ambulanti hanno deciso di disobbedire e di resistere al provvedimento comunale continuando a occupare gli spazi nel fine settimana: “Noi da qui non ce ne andiamo – raccontano gli ambulanti – questo mercato funziona perché è legato da sempre a Porta Palazzo, la gente va lì e poi passa da noi, se ci spostiamo non passerà più nessuno. Il M5s voleva essere al servizio del cittadino, ma sembra essere tutto il contrario di quello che dicevano”.