Dopo più di 36 ore di fuga, la polizia ha arrestato Ciro Russo, l’uomo che martedì 12 marzo aveva tentato di incendiare l’auto dell’ex moglie, mentre la donna era all’interno. L’uomo non aveva lasciato Reggio Calabria: gli investigatori della squadra mobile e del servizio centrale operativo lo hanno localizzato in via Melacrino, in pieno centro storico, nei pressi di una pizzeria. Nel pomeriggio i poliziotti hanno eseguito diverse perquisizioni. In contemporanea la polizia ha monitorato tutte le persone che Russo era solito frequentare. L’uomo si trova al momento all’interno dei locali della questura di Reggio Calabria.

I fatti per i quali è stato arrestato si sono svolti poco dopo le 9 del mattino di ieri. Dopo aver aperto lo sportello dell’autovettura, Russo ha sparso liquido infiammabile e ha dato fuoco alla vettura della ex moglie. Le fiamme hanno provocato ustioni in diverse parti del corpo della donna, Maria Antonietta Rositani. Anche se non è in pericolo di vita, ha riportato ustioni sul 60-70% del corpo. Dopo essere stata ricoverata nel reparto di rianimazione degli ospedali Riuniti, è stata trasferita nel Centro grandi ustioni di Brindisi.

Russo si era poi dato alla fuga a bordo di una Hyundai i30 (poi ritrovata in via Trieste) facendo perdere le proprie tracce. Sul posto, in via Frangipane, sono intervenute le volanti. Dopo aver soccorso la donna, gli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria hanno avviato le indagini sul tentativo di omicidio e hanno scatenato una caccia all’uomo. Si è conclusa intorno alle 22 di mercoledì con l’arresto di Russo.

Quarantadue anni, l’uomo è nato a Napoli ed è residente ad Ercolano da dove, nei giorni scorsi, era evaso dai domiciliari a cui era sottoposto.  Ha infatti precedenti maltrattamenti in famiglia. A Reggio, Ciro Russo ha vissuto parecchi anni con l’ex moglie e i due figli. Nel 2013 era stato sorpreso in compagnia di alcuni soggetti dediti allo spaccio di cocaina e per questo denunciato. Dopo la separazione, il giudice aveva disposto gli arresti domiciliari perché accusato di maltrattamenti in famiglia.

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