L’8 marzo è la giornata internazionale delle donne, che manifestano per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, per l’importanza dell’uguaglianza dei diritti/doveri tra donne e uomini, per eliminare le discriminazioni/violenze che le donne subiscono in tutto il mondo.

Passato l’8 marzo, come è accaduto negli anni precedenti, tutto poi ritornerà come prima: le donne continueranno a essere considerate inferiori agli uomini e a subire violenze, questo perché una vera emancipazione è possibile solo combattendo tutto l’anno per eliminare le cause (prevenzione primaria) che impediscono il riconoscimento dell’uguaglianza, indipendenza e autonomia, di tutti gli esseri umani.

Nel precedente post sull’importanza della vulva, ho scritto che una rivoluzione sessuale per le donne deve ancora iniziare, e questo è uno dei motivi che impedisce la loro emancipazione: una liberazione sessuale delle donne non c’è mai stata. Oggi si crede che questa sia avvenuta negli anni 70, ma in realtà poi cosa è cambiato per le donne? Solo che con la pillola contraccettiva (per chi la prendeva) era possibile avere rapporti vaginali senza più gravidanze indesiderate (e senza più responsabilità per l’uomo), ma dal punto di vista del piacere femminile poco era cambiato visto non c’era consapevolezza del fatto che – come sostengo – l’orgasmo vaginale non esiste.

In Italia negli anni 70 c’era la rivista “Duepiù”, con articoli sulla sessualità umana e sulla vita di coppia, ma la cosa più importante era che la sessualità femminile era descritta senza tabù, infatti in quegli anni si parlava della clitoride e dell’importanza della masturbazione anche per le donne. Ma agli inizi degli anni 80 con la divulgazione dell’inesistente punto G e della pornografia, le donne sono ritornate ad essere descritte come oggetti sessuali per il piacere degli uomini; con la televisione, le pubblicità e Internet poi, l’oggettivazione è aumentata (e continua ancora oggi) e della clitoride e dell’orgasmo per tutte le donne se ne è parlato sempre di meno. In questo i sessuologi hanno delle responsabilità, il mantenimento dell’ignoranza è un grande business.

Ancora oggi si crede che gli organi sessuali femminili, rispetto a quelli degli uomini, siano incompleti, vedi le opinioni personali, senza basi scientifiche, di Freud, divulgate ancora oggi che sappiamo che il piacere vaginale non è l’unico che le donne dovrebbero provare per sentirsi mature, che non esiste la frigidità, che non esiste una sessualità infantile, che non esiste l’invidia del pene ecc. Ancora oggi le donne sono cresciute nell’ignoranza del proprio corpo: non sanno di avere dei genitali esterni, a nessuna bambina vengono insegnati i termini vulva/clitoride/piccole labbra, mentre i bambini sanno tutto del loro pene e ne sono orgogliosi, spesso ossessionati. Ma il pene non deve più essere il simbolo della potenza maschile: si deve insegnare ai ragazzi che è la capacità di amare quello che conta.

È fondamentale che tutti gli uomini si rendano conto che le donne sono esseri umani uguali a loro (da amare, non odiare), che non sono oggetti sessuali e femmine inferiori, e che sono necessarie per lo sviluppo della nostra società, perché poi anche gli uomini staranno meglio. L’8 marzo, tutti i giorni dell’anno, si deve eliminare la “cultura del buco” che fino ad oggi ha contraddistinto l’educazione dei figli maschi e di riflesso quella delle femmine (non deve più esistere l’auto-oggettivazione nelle ragazze). Tutte le donne hanno la vulva: si deve insegnare ai ragazzi come stimolare la clitoride, cosa che si deve fare sempre anche durante il rapporto vaginale.

In un precedente post ho parlato della vagina maschile e del pene femminile (con queste due parole si possono bloccare tutti i danni che provoca ancora Freud). Per questo è importante che le donne sappiano che hanno gli stessi organi erettili degli uomini, che devono riappropriarsi del loro corpo e della loro sessualità/piacere (e come è accettata la masturbazione maschile, deve esserla anche quella femminile): queste sono le basi di una reale rivoluzione sessuale per le donne (e uomini), essenziale per la loro emancipazione.

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