Potrà sembrar strano ma, alle porte della primavera, noi librai ci ritroviamo ancora ad avere a che fare con le scorie del Natale. È infatti in questo periodo che, di scatola in scatola, si terminano le immani rese che chiudono definitivamente l’anno vecchio per lasciare posto alle novità di quello in corso. Questa complessa operazione porta noi addetti ai lavori a decidere, come in una spietata selezione darwiniana, cosa ce la potrebbe ancora fare a essere venduto e cosa invece ha definitivamente fallito e, pertanto, è destinato a essere imballato per essere rispedito all’editore.

Uno a uno ripassano per le nostre mani molti di quei titoli che, nel tentativo di accontentare ogni potenziale esigenza natalizia, vengono ordinati per trasformarsi poi nel memento delle nostre più svergognate speranze. Gli scatoloni si riempiono così di testi improbabili o insulsi, che vanno dal saggio geopolitico sulla condizione degli indiani appalachi al romanzo sui pidocchi vampiri, fino alla biografia non autorizzata del coprotagonista della più famosa serie tv messicana. E quando tieni in mano I cento modi per rompere le noci non puoi fare a meno di porti una serie di domande che vanno da “ma come ho fatto a ordinarlo?” a “ma come hanno potuto decidere di pubblicarlo fino alla più edipica di tutte, qualcuno potrebbe chiedermelo dopo che l’avrò reso?”.

In questo frangente ci si ritrova dunque a prendere decisioni difficili e senza rimedio perché, dopo che avremo riposto il libro nella sua confezione da saluti e baci, non potremo mai e poi mai più venderlo. E, potete credermi, sarà quando avrete ben chiuso tutto con lo scotch da pacchi che entrerà quel cliente specifico che lo vorrà a ogni costo, perché la legge di Murphy è valida pure nella vita di un libraio.

A questo processo di sanguinaria scrematura si affianca però anche quello inverso, che porta i titoli migliori a essere adottati per il lungo periodo nella riserva dei consigli stabili della libreria. Lo scorso anno non ho letto moltissimi libri sensazionali e quasi tutti quelli che mi sono piaciuti di più sono stati pubblicati da editori piccoli e medi. In particolare Il segreto di Falkner è uno dei libri che mi sono piaciuti di più. Questo classico mai pubblicato precedentemente in Italia è un nuovo gioiello della corona de I grandi inediti pubblicati da Edizioni della Sera, considerato dall’autrice Mary Shelley il suo romanzo più riuscito, anche più di quel Frankenstein che rese l’autrice immortale.

La storia inizia in un desolato cimitero della Cornovaglia dove il signor Falkner, distrutto dal rimorso, è ormai deciso a togliersi la vita. Il suo proposito autodistruttivo viene però fermato dall’incontro con Elizabeth Raby, una dolce bambina che, vegliando la tomba della madre, scuote il cuore dell’uomo spingendolo a cercare una redenzione impossibile. L’uomo decide di adottare l’orfanella, legando i destini di entrambi per gli anni a venire. Ma il peso nascosto nel cuore dell’uomo è così grave da negargli ogni gioia. L’affetto per la bambina allontana senza però scacciare le inquietudini che gravano l’animo dell’uomo, che ha solo rimandato quello che considera un fato ineluttabile.

Dopo molti anni spesi in viaggio, durante i quali Elizabeth diviene una splendida donna, il destino sembra mettere pace nella vita dei protagonisti, ma un incredibile colpo di scena precipita nuovamente Falkner nella disperazione. Solo l’intervento risolutivo di Elizabeth potrà infine districare i numerosi intrecci che si annodano nella trama, rendendo questo personaggio femminile anticipatore dei suoi stessi tempi. Oltre a essere infatti l’unica donna capace di trionfare nella produzione letteraria dell’autrice, Elizabeth è anche antesignana del concetto stesso di eroina vittoriana.

Schiacciata dall’ingombrante senso dell’onore dei personaggi maschili zavorrati dai loro stessi ideali, riuscirà, grazie a una serie di eventi resi possibili dalla sua tenacia, a ottenere un incredibile risultato finale, in cui verrà spezzata l’inesorabile eco byroniana della vicenda. La traduzione eccellente di Elena Tregnaghi restituisce al libro l’atmosfera giusta per un classico ottocentesco che, negli anni a venire, confido riuscirà a trovare il suo giusto posto tra capolavori romantici e disperati alla Cime Tempestose. E ora vogliate scusarmi, ma mi hanno appena chiesto se abbiamo disponibile un titolo sui sumeri che giace imballato sotto una piramide di scatoloni già caricati sul camion e…

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