Alla vigilia delle primarie del Partito democratico, in programma domenica 3 marzo, Nicola Zingaretti è in testa, staccando sugli avversari più di 10 punti percentuali. La presenza ai gazebo è però stimata in calo, anche se il partito è in crescita: se si votasse oggi i democratici otterrebbero il 18%, un punto e mezzo in più rispetto a dicembre. Sono i risultati dell’ultimo sondaggio dell’Istituto Demopolis, realizzato proprio per indagare sulle elezioni del segretario nazionale.

Secondo l’indagine, appena un italiano su 10 sostiene di aver seguito con interesse il confronto per la segreteria. Poco più di un quinto ammette di informarsi, anche se molto superficialmente. Il 63%, invece, non se ne interessa per nulla. “Le nostre stime – afferma il direttore dell’Istituto, Pietro Vento – lasciano intravedere per domenica prossima una partecipazione alle Primarie decisamente più bassa”.

Tra i cittadini che hanno votato Pd alle elezioni del 4 marzo 2018, il 13% ha intenzione di andare ai seggi: si tratta di circa 800mila cittadini. L’11%, pari cioè a 700mila elettori, è ancora indeciso, mentre in media, tre elettori su quattro, preferiscono non votare.

L’affluenza alle primarie, da Prodi a Veltroni fino a Bersani e Renzi, cala ogni anno di più, come riporta lo stesso Demopolis, “una tendenza che difficilmente si invertirà”. Nel 2007, anno dell’elezione di Walter Veltroni, i votanti furono 3 milioni e mezzo. Nel 2013, alla vittoria di Matteo Renzi, invece, furono 2 milioni e 800 mila. Un milione in meno si recarono ai gazebo per la riconferma dell’ex premier alla Segreteria, nel 2017.

Demopolis ha analizzato anche lo scenario del voto per il programma di La7 Otto e Mezzo, intervistando gli elettori che nelle ultime politiche hanno votato il Pd. Tra i tre candidati, Nicola Zingaretti, Maurizio Martina, e Roberto Giachetti, che giovedì 28 si sono confrontati in un ultimo faccia a faccia su Skytg24, a primeggiare, per ora, è il presidente della Regione Lazio: voterebbe per lui tra il 48 e il 60 per cento degli intervistati. A preferire l’ex ministro delle politiche agricole e alimentari, invece, un numero di elettori che oscilla tra il 27 e il 39 per cento. Solo l’8-18%, invece, dice di votare per Giachetti.

In generale però il centrosinistra è in lieve ripresa, come hanno evidenziato i voti per le regionali in Abruzzo e in Sardegna. Un trend che si conferma anche al livello nazionale. Se si votasse oggi, i dem otterrebbero il 18%, in crescita di un punto e mezzo rispetto ai sondaggi di dicembre.

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