Il signor Alves Rodrigo ha attuato circa 60 interventi chirurgici per assomigliare il più possibile a un bambolotto che raffigura il compagno di Barbie e cioè Ken. Migliaia di ragazze vivono il dramma dell’anoressia perché non possono accettare di non avere più un corpo da adolescente. La pubblicità ha fissato questo standard di bellezza perché in questo modo la stragrande maggioranza delle donne sarà eternamente insoddisfatta e, quindi, eternamente alla ricerca di un vestito, una scarpa o un accessorio che mitighino la distanza dal corpo dell’adolescente standard.

Ricordo una ragazza di 26 anni sempre in lotta col suo peso. Dopo un periodo in cui si sentiva bella e avvenente, verso i 18 anni, cominciò a mettere qualche chilo sui fianchi e nel sedere. A quel punto intraprese una dieta rigida che la portò ad avere un corpo scheletrico. I suoi genitori si preoccupavano per il suo aspetto macilento e cercavano di imporle di mangiare. Più però loro insistevano più lei si intestardiva a rimanere magra. Si guardava allo specchio continuamente e aveva una distorsione percettiva per cui notava degli accumuli di carne anche se in realtà era tremendamente sottopeso.

Questa ragazza portava alle conseguenze estreme quello che capita in milioni di sue coetanee, l’ossessione per la dieta e il cibo. In questo modo non pensava al suo futuro, a costruire un suo progetto di vita, ma solo al presente fatto di conteggio ossessivo delle calorie. I soldi che guadagnava venivano usati per le abbuffate, i vestiti da Barbie e uno o due viaggi all’anno. Era divenuta la perfetta adepta di una sorta di religione dedita al consumismo.

Nel periodo fra il 3 e il 5 marzo a Modena si terrà un congresso internazionale sul tema dei disturbi del comportamento alimentare. È chiaro che l’aspetto medico, sia psicoterapico che internistico, è importante per affrontare questi drammi. Occorre però che, accanto, si attui sulla popolazione un intervento educativo per fronteggiare e spiegare il messaggio subliminale della pubblicità, che vuole renderci infelici per farci divenire docili consumatori.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Carcere Bollate, per la prima volta al mondo il bilancio partecipativo è fatto dai detenuti: “Così contano davvero”

next
Articolo Successivo

Carnevale, un bacio gay divide Putignano. Il bigottismo non ci abbandona mai

next