Il sindaco di Sassari Nicola Sanna del Partito democratico si è dimesso. È il primo in effetto in Sardegna del risultato delle elezioni regionali che hanno visto vincere il centrodestra. Sanna, candidato in consiglio regionale, non è stato eletto. L’esponente dem era comunque arrivato alla fine del suo mandato da primo cittadino: a Sassari si vota per le comunali la prossima primavera. “A tutti noi e a me per primo – ha detto – è spettato l’onere di contribuire al tentativo di fermare questa ondata reazionaria, insieme a tanti sindaci del centro sinistra in Sardegna. Diverse condizioni, tuttora presenti, di divisione di questo fronte hanno ancora una volta pesato sull’esito finale. Coloro i quali hanno tentato di sfilarsi dalla condivisione di un’azione di governo regionale, certamente al di sotto delle aspettative ma non disastrosa (come preferiscono definire superficialmente gli avversari) sono stati comunque giudicati negativamente dall’elettorato”.

“Per quanto attiene al Pd sardo e locale – ha sottolineato Sanna – fin dai primi anni di governo regionale e comunale, abbiamo dovuto scontare un’assenza di proposte politiche e programmatiche, nonché un vuoto di direzione politica all’altezza della prova di governo in atto”. “Il deludente risultato elettorale nella competizione regionale di domenica scorsa, sebbene contestualizzato in un quadro di grande difficoltà politica del Pd e del centrosinistra, mi porta a dover responsabilmente prendere atto della conclusione della mia attività politico-amministrativa”, ha aggiunto.

Sempre a Sassari si è dimesso anche l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna, in lizza con il Partito dei Sardi, al voto alleato con il centrodestra vincitore, ma anche lui bocciato dagli elettori. “Ringrazio chi mi ha votato credendo in me e nella mia proposta. Evidentemente il lavoro fatto in questi anni non è servito ad avere il giusto riconoscimento”, ha commentato.

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