Tempi duri per chi, al volante, con un occhio guarda la strada e con l’altro i messaggi di Whatsapp, magari facendo zapping tra una “storia” e un like di Instagram. C’è poco da scherzarci in effetti, visto che l’uso dello smartphone alla guida è tra le primissime cause di distrazione e conseguentemente di incidente stradale. Tant’è che le sanzioni previste dal Codice della Strada, in questi casi, potrebbero farsi più aspre in futuro, comportando infatti un ritiro immediato della patente come auspicato anche dalla Polizia Stradale qualche giorno fa, in Commissione Trasporti alla Camera.

Così, per chi non riesce proprio a scollarsi dallo schermo del cellulare, per chi ha di quei “tic” per cui deve controllare ogni 10 secondi se è arrivata una nuova notifica, potrebbe essere arrivata piuttosto la soluzione al problema: si chiama Safe Drive Pod ed è un piccolo dispositivo che al suo interno ha un sensore che inibisce l’uso degli smartphone collegati. Basta installare, sul proprio, l’app omonima e connetterla con il Bluetooth al device in questione, che bloccherà in questo modo tutte le funzioni dello schermo ma non dello smartphone stesso.

La differenza con la modalità aereo, ad esempio, è che il sensore contenuto nel device non disattiva la ricezione delle chiamate o dei messaggi – quindi non agisce sulla rete – ma rende solo “inaccessibile” lo schermo del telefono, che non si accenderà per alcuna notifica, restando quindi bloccato.

Inoltre Safe Drive Pod rileva anche quando l’auto è non è in moto: se si è fermi per più di 20 secondi, infatti, il device si disattiva automaticamente e torna a far funzionare tutti i dispositivi collegati, dopodiché, alla ripresa del viaggio, si inserisce di nuovo la modalità “safe” ed è il telefono a fermarsi di nuovo. L’applicazione è già disponibile sia per Android che per iOS e prevede un abbonamento mensile di 2,50 euro per una durata complessiva di 4 anni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Polizia Stradale: “ritirare subito la patente a chi usa lo smartphone in auto”

prev
Articolo Successivo

Limiti di velocità più bassi per ridurre le vittime di incidenti. L’ETSC: “basta 1 km/h in meno per fare la differenza”

next