In un momento buio come questo, in cui l’Associazione Pro Vita lancia una petizione grottesca contro la Disney scesa in campo per la prima volta, in modo prorompente, per difendere le famiglie arcobaleno e i loro bambini, da una crepa sembra entrare un raggio di sole: il 14 febbraio nelle sale italiane è uscito il film Mamma + mamma, coprodotto dalla Rai (distribuito da BiBi Film con il sostegno di Altri Sguardi, è stato presentato in anteprima al festival Alice nella città), sul desiderio di maternità di due donne innamorate e i tentativi di realizzarlo in Spagna con la procreazione assistita.

Forte e chiaro il messaggio di Monica Cirinnà, la senatrice dem simbolo delle unioni civili in Italia presente con orgoglio all’anteprima romana: “Che la più grande azienda culturale di questo Paese lanci il film a San Valentino è l’affermazione di un mònito: tutti gli amori sono uguali e degni di essere festeggiati. Quello che Salvini e Fontana cercano di affermare come modello è uno stereotipo anacronistico perfino per noi eterosessuali”.

Dovrebbero in effetti vedere questo bel film Salvini, Fontana e tutti coloro che sanno poco o niente della genitorialità omosessuale e che si affidano alle scorciatoie cognitive che in questo caso non sono altro che pregiudizi e ignoranza. “È un film nato da un’abbondanza d’amore”, dice la regista molisana Karole Di Tommaso, 33 anni, che ambienta questa commedia, leggera ma che trasuda passione civile, nella semplicità della cultura contadina.

La trama: Karole e Ali, interpretate da Linda Caridi e Maria Roveran, sono due giovani innamorate che sognano di avere in figlio con la procreazione assistita. Per raggiungere la clinica di Barcellona devono però trovare i soldi, e così trasformeranno il loro piccolo appartamento a Bari in un bed and breakfast. Tra incontri con insoliti turisti e la convivenza con l’ex fidanzato di Ali, Andrea, si dispiega una narrazione fresca e autoironica, molto godibile.

Storia vera e fiaba d’amore contemporanea e universale, il film e la sceneggiatura (scritta con Chiara Atalanta Ridolfi) sono capaci di far ridere e commuovere, come la scena del coming out della protagonista nel dialogo con il nonno Nicola tra gli ulivi di Guardialfiera in Molise. Bellissima soprattutto la figura di Andrea, solidale con la coppia e alla coppia legato da un legame forse indissolubile.

Nota interessante dal punto di vista creativo e artistico è la scelta di attori non professionisti che hanno un ruolo nella realtà di questa storia: la madre della regista, le vicine di casa, Andrea: “Volevo che gli attori si confrontassero con persone della realtà, e viceversa – ha detto Di Tommaso – perché quello poteva creare un collante emotivo, un’imprevedibilità e quindi anche un livello più alto di attenzione del pubblico alla recitazione”.

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