Dati per spacciati qualche anno fa a causa dei videogame che li avrebbero fagocitati, i giochi da tavolo stanno godendo di un’inaspettata primavera. Anche in Italia. Cresce il mercato, crescono i giocatori, crescono le associazioni e – udite udite – cresce anche la creatività: c’è fermento di autori ed editori. Se proprio volessimo trovare un problema, potremmo individuarlo nell’eccessivo numero di prodotti che arrivano sul mercato: un po’, con le dovute proporzioni, quello che sta succedendo con i libri. L’evoluzione delle tecniche ha reso più facile produrre giochi: così sono diminuite le tirature minime necessarie per abbassare i costi e sono aumentati gli imprenditori che, spinti spesso dalla passione più che dalla smania di guadagno, si lanciano nell’editoria.

All’ultima edizione del Premio Archimede per giochi inediti hanno partecipato per esempio la bellezza di 158 prototipi, giunti non solo dall’Italia ma anche da varie nazioni europee ed extraeuropee. Ha vinto il padovano Gian Andrea Cappuzzo, col suo Jap (Just another pirate game), il più votato dalla qualificatissima giuria internazionale, composta dai redattori delle maggiori case editrici internazionali. E stanno fioccando i contratti per molti dei giochi finalisti. Ma non solo: in Italia si è sviluppato un movimento di autori di giochi, secondo forse soltanto a quello tedesco (la Germania è il centro del mondo dei giochi da tavolo).

Ideag (Incontro degli autori di giochi), nato nel 2005 su iniziativa di Walter Obert, è cresciuto oltre misura: nell’edizione 2019 si sono incontrati la bellezza di 200 autori, che hanno presentato e reciprocamente testato 400 prototipi di nuovi giochi: è così che la qualità cresce, col confronto reciproco. E da quest’anno Ideag è diventata la sezione italiana della Saz (Spiele Autoren Zunft), l’associazione internazionale con base in Germania che da 30 anni si occupa del riconoscimento degli autori di giochi e della loro tutela.

E poi cosa ci fanno gli autori con tutti questi prototipi? Quando pensano che il gioco sia testato per bene e messo a punto, lo presentano agli editori: i più intraprendenti ci pensano personalmente, altri si affidano ad agenti specializzati. E le fiere internazionali sono il momento più adatto. La più importante al mondo è certamente la Spielwarenmesse di Norimberga: qualche settimana fa si è svolta la 70esima edizione, 3mila espositori e un milione di prodotti presentati, fra giocattoli e giochi.

Per gli appassionati un vero must, nonché l’occasione di incontrare tutti gli altri operatori del settore: se ne esce stravolti dalla stanchezza, ma con la bocca ancora aperta dalla meraviglia. E alla sera incontri, conferenze, feste, cene di lavoro e chi più ne ha più ne metta. Il vero Paese dei balocchi. Già all’aeroporto ci sono statue di Lego ad accogliere i visitatori! E poi attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale dei prodotti.

E per i giocatori italiani è in arrivo un altro appuntamento imperdibile, l’11esima edizione di Play dal 5 al 7 aprile, ovviamente a Modena. Per chi ama i giochi da tavolo in Italia è davvero il meglio: si provano le migliori novità del mercato, si acquistano giochi nuovi e d’occasione, si incontrano tutti, personaggi e associazioni, si partecipa a tornei e campionati e inoltre – e personalmente è ciò che più apprezzo – si ragiona sul gioco e la sua cultura in innumerevoli incontri ed eventi di approfondimento.

Andrea Ligabue, direttore artistico della manifestazione, ci svela qualche novità dell’edizione in arrivo. Il tema generale sarà “Corsa allo Spazio”, per commemorare giocando i 50 anni dall’allunaggio del 1969; per la prima volta si comincia da venerdì mattina alle 9 (vi consiglio caldamente il venerdì, molto più fruibile degli affollatissimi sabato e domenica). Tantissimi ospiti, italiani e stranieri; le scuole in gioco; il concorso “Una ludoteca da sogno” e tanto altro ancora. Chi vuol stare aggiornato può iscriversi alla newsletter dal sito.

Parlando di giochi, almeno uno ve lo devo segnalare e opterei per Azul di Michael Kiesling, vincitore del prestigioso Spiel des Jahres, una sorta di Oscar dei giochi. Distribuito in Italia da Ghenos, Azul accontenta tutti, dai gamer più incalliti ai giocatori occasionali. Il meccanismo è astratto, ma l’ambientazione ammalia per il piacere estetico e tattile che offre. Il nome deriva dagli azulejos, le piastrelle di ceramica smaltata bianche e azzurre introdotte dai Mori nella penisola iberica: i giocatori competono nel decorare le pareti del Palazzo Reale di Evora.